"Vicenda Timpazzo inquietante", progressisti: "Si azzeri tutto, anche Schifani ha fallito"
Le reazioni all'inchiesta arrivano dai progressisti. Nessuna presa di posizione da forze di centrodestra
Gela. L'elenco è lungo e passa da quasi tutte le forze progressiste locali. La vicenda dell'inchiesta sul ciclo rifiuti a Timpazzo e le sue evoluzioni ha alimentato diverse prese di posizione. “Quello che temevamo e che avevamo denunciato con forza soltanto qualche settimana fa si è purtroppo avverato, assumendo i contorni di un vero e proprio terremoto giudiziario. Il sequestro della discarica di Timpazzo e i gravi provvedimenti cautelari a carico dei vertici della Impianti Srr nell’ambito dell’operazione ‘Pi-Greco’, squarciano definitivamente il velo di ipocrisia sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. Il ‘sistema Schifani’ è ufficialmente al collasso. Soltanto poco tempo fa – dice il parlamentare Ars Nuccio Di Paola – criticavamo duramente la scelta scellerata della Regione di raddoppiare i conferimenti dei rifiuti proprio a Timpazzo, trasformando il territorio di Gela nella pattumiera dell’isola per tappare i buchi di un’emergenza perenne”. Per l’esponente M5s, l’indagine condotta dai carabinieri del noe evidenzia la totale incapacità della governance regionale di pianificare un ciclo dei rifiuti moderno ed efficiente. “Il governo Schifani - sottolinea ancora Di Paola - non è stato in grado di costruire un sistema di impianti alternativo né di far decollare la differenziata, preferendo la via più facile e pericolosa, saturare e ampliare le discariche pubbliche esistenti. La logica dell’emergenza è un modus operandi che, come dimostrano le intercettazioni e i filmati dei militari, ha favorito il caos gestionale e i flussi illeciti e chiaramente le vittime principali, insieme all’ambiente, restano i cittadini che continuano a pagare le tariffe sui rifiuti tra le più alte d’Italia a fronte di servizi scadenti e territori violentati dall’inquinamento”.I dem sono intervenuti con il segretario regionale Anthony Barbagallo. “I rifiuti erano, sono e restano uno problemi non risolti da Schifani alla guida della Regione con la Tari più cara d’Italia e cumuli di immondizia in ogni angolo, anche all’ombra dei monumenti. Non stupisce quindi l’ennesima inchiesta su una discarica, stavolta è quella di Timpazzo a Gela finita sotto la lente di ingrandimento della Dda di Caltanissetta, che vede indagati manager e dirigenti dell’impresa che gestisce la piattaforma per lo smaltimento dei rifiuti. Continua il coacervo di interessi e poltrone – aggiunge – che è l’unico elemento distintivo di questo governo e di questa maggioranza di centrodestra. La Sicilia è sommersa dai rifiuti, paga milioni per smaltirli all’estero e non puà bastare l’illusione, anacronistica, dei termovalorizzatori. Schifani anche in questo ambito ha fallito: se ha a cuore il destino della Sicilia faccia un passo indietro e termini la sua esperienza a palazzo d’Orleans”. Il segretario regionale “PeR” Miguel Donegani si sofferma sui mancati controlli. “Apprendo con preoccupazione delle misure cautelari disposte dalla magistratura e del sequestro della società Impianti Srr nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della discarica di Timpazzo. Come sempre, nutro il massimo rispetto per il lavoro della magistratura e per il principio di presunzione d’innocenza che deve valere per tutti fino all’accertamento definitivo dei fatti.Tuttavia, le contestazioni riportate dagli inquirenti sono estremamente gravi e riguardano un settore delicatissimo come quello dei rifiuti, che incide sulla salute pubblica, sulla tutela dell’ambiente e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Se quanto contestato dovesse trovare conferma, non ci troveremmo soltanto di fronte a una vicenda giudiziaria. Ci troveremmo davanti a una pesante sconfitta politica e amministrativa. Per anni Timpazzo è stata al centro delle scelte strategiche del territorio. Per questo oggi una domanda è inevitabile: dove erano gli organi di controllo? Chi doveva vigilare ha vigilato? I sindaci e gli organismi di governance che rappresentano i Comuni soci sono stati adeguatamente informati? I controlli previsti sono stati effettuati? E se sì, perché non sarebbero emerse prima situazioni così gravi? Sono domande che non possono essere liquidate con qualche dichiarazione di circostanza. I cittadini hanno il diritto di conoscere tutta la verità. La magistratura accerterà eventuali responsabilità penali. La politica, invece, ha il dovere di interrogarsi sin da subito sulle responsabilità amministrative e sui controlli che avrebbero dovuto impedire il verificarsi di situazioni del genere. Oggi più che mai servono trasparenza, chiarezza e rispetto per una comunità che per anni ha sopportato sulle proprie spalle il peso del sistema dei rifiuti siciliano. Seguirò con attenzione gli sviluppi della vicenda, perché Gela e il territorio meritano risposte, legalità e verità”, ha riportato in una nota. “Le indagini riguardanti le ipotesi di reato contestate all'amministratore unico dell'Impianti Srr, che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti dei comuni della provincia sud di Caltanissetta, e che hanno portato all'arresto di 5 funzionari, tra cui l'amministratore unico, ci lasciano sgomenti ed increduli. Le ipotesi di reato che vengono contestate dalla Dda ai responsabili sono gravi (traffico illecito rfiuti, danno ambientale) e non possono passare inosservate ci risulta che il sindaco Di Stefano, fin fsl primo momento, aveva chiesto giustamente le dimissioni dell'amministratore delegato della Impianti Srr. Non abbiamo compreso l'attendismo dei componenti del cda della Srr che a quedto punto hanno il dovere di dimettersi, così come ha chiesto anche il sindaco di Gela, come bene farà lente se l'ente se deciderà la costituzione di parte civile nell'instaurando procedimento penale per l'ipotesi di reato contestata di danno ambientale”, spiega il consigliere comunale “PeR” Paolo Cafà. I civici di “Una Buona Idea” spiegano che “Le notizie che arrivano dall'inchiesta su timpazzo sono molto preoccupanti, in primis ringraziamo le donne e gli uomini dello Stato per il lavoro che stanno svolgendo e restiamo garantisti come nostra abitudine, ma naturalmente non possiamo che fare delle considerazioni. Ci preoccupa tantissimo la notizia che mette in risalto il sotterramento dei rifiuti e della vasca che sembra essere stata usata in un modo non conforme. Gela è una città che ha già pagato un prezzo altissimo in tema ambientale e il solo immaginare la portata di questa ulteriore situazioni non ci lascia dormire sereni. Sosteniamo il Sindaco Terenziano di Stefano nella sua richiesta di dimissioni immediate del cda di srr e crediamo che sia indispensabile un incontro immediato con il commissario nominato per la gestione. Bisogna fare chiarezza coinvolgere l'assessore regionale al ramo e il presidente Schifani per capire come si vuole procedere da adesso in poi, anche perché da alcune intercettazioni viene tirato in ballo. Vorremmo capire se ci sia stato un omesso controllo oppure altro da parte dei vertici regionali. La sola idea che Gela è la città che tutto "deve" subire ci fa inorridire. La nostra città va tutelata e sostenuta e per questo affianchiamo il sindaco Terenziano Di Stefano in tutte le attività che vorrà mettere in campo”, fanno sapere dal gruppo. I pentastellati sottolineano che “Le misure cautelari eseguite oggi nei confronti dei vertici di Impianti Srr confermano, purtroppo, ciò che da tempo denunciavamo con chiarezza e determinazione: il sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia è arrivato al punto di rottura. L’azione della magistratura e dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito dell’operazione Pi-Greco, squarcia definitivamente il velo su una gestione opaca e improvvisata che ha prodotto danni ambientali, economici e sociali enormi per i cittadini, Esprimiamo un plauso convinto, alla Procura, alla magistratura e all’Arma dei Carabinieri, che con professionalità e rigore hanno portato avanti un’indagine complessa e fondamentale per ristabilire trasparenza e legalità. La nostra fiducia nella giustizia e in tutte le forze dell’ordine è piena e assoluta. Quanto emerge oggi – lo ribadiamo con forza – è anche il risultato di una gestione regionale dei rifiuti segnata dall’improvvisazione. Il governo Schifani ha scelto la strada più facile e più pericolosa: rincorrere emergenze create da anni di mancata programmazione, saturare le discariche pubbliche, raddoppiare i conferimenti a Timpazzo trasformando Gela nella valvola di sfogo dell’intera Sicilia, senza costruire un sistema impiantistico moderno né far decollare la raccolta differenziata. La logica dell’emergenza permanente ha prodotto caos gestionale, flussi incontrollati e un peggioramento della qualità della vita dei cittadini. Oggi lo Stato ha dato un segnale forte. Ora è necessario che anche la politica si assuma le proprie responsabilità”. Il presidente del consiglio comunale Paola Giudice, in una nota, scrive che “In merito all'operazione condotta dall'Autorità Giudiziaria e dall'Arma dei Carabinieri che ha portato all'esecuzione di misure cautelari e al sequestro della società Impianti Srr, desidero esprimere piena fiducia nel lavoro della Magistratura e delle forze dell'ordine. Si tratta di un'inchiesta di particolare rilevanza che riguarda un settore strategico e delicato come quello della gestione dei rifiuti, sul quale le istituzioni e i cittadini ripongono grande attenzione e aspettative. È doveroso riconoscere l'impegno e la professionalità degli organi investigativi e dell'Autorità Giudiziaria, chiamati ad accertare i fatti con rigore, imparzialità e nel pieno rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento. Confido che il percorso giudiziario possa fare piena luce sulla vicenda, accertando eventuali responsabilità e tutelando, al contempo, gli interessi della collettività, dell'ambiente e della salute pubblica. Come istituzioni locali continueremo a seguire con attenzione l'evolversi della situazione, nell'esclusivo interesse della città di Gela e dei suoi cittadini, auspicando che venga garantita la continuità dei servizi essenziali e la massima trasparenza nella gestione del ciclo dei rifiuti”. Nessuna reazione, al momento, è arrivata da esponenti di centrodestra locale.
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