Via 24 Maggio torna a vivere: 24 fotografie raccontano memoria e identità di Gela

Una mostra fotografica trasforma via 24 Maggio in una galleria a cielo aperto tra memoria, arte e rinascita urbana.

25 maggio 2026 13:05
Via 24 Maggio torna a vivere: 24 fotografie raccontano memoria e identità di Gela -
Condividi

Gela. Per due giorni via 24 Maggio si è trasformata in una galleria a cielo aperto. Ventiquattro fotografie per raccontare Gela attraverso scorci insoliti, silenzi, mare, memoria e identità. Gli autori sono i fotografi gelesi Fabio Cafà e Rocco Cuvato, protagonisti di una mostra nata con un obiettivo preciso: riportare attenzione su uno degli angoli storici della città.

L’iniziativa non è stata soltanto un’esposizione artistica, ma anche un tentativo di riaccendere i riflettori su una zona che per anni è rimasta ai margini della vita culturale cittadina. Un luogo che in passato ospitava mercatini, mostre di pittura e fotografia e che oggi prova a ritrovare una nuova centralità.

«La via 24 Maggio è una parte storica di Gela che però era stata in parte dimenticata», racconta Fabio Cafà. «Oggi, con questa mostra, vogliamo rivalutare quest’angolo della città. Da quando c’è stata la riapertura della Necropoli dei Bambini si respira di nuovo movimento e fermento».

L’idea di esporre proprio 24 fotografie nasce dal legame diretto con la strada che ha ospitato la mostra. Spiega Rocco Cuvato: «Circa ventiquattro anni fa qui c’era uno spazio dove si organizzavano mostre di fotografia, pittura e anche il mercatino. Poi tutto si è fermato. Noi vogliamo ripartire da qui».

Le immagini esposte raccontano una città osservata da prospettive intime e personali. Non semplici vedute urbane, ma frammenti di vita capaci di trasmettere emozioni, atmosfere e riflessioni sociali.

Tra gli scatti a cui Fabio Cafà è più legato c’è una fotografia del mare con la città sullo sfondo quasi in dissolvenza. «Era il periodo della crisi e della chiusura dello stabilimento», spiega. «C’era questa Gela che sfumava e rimaneva soltanto il mare. Oggi però qualcosa è cambiato e stiamo cercando di essere un po’ più ottimisti».

Rocco Cuvato, invece, sceglie fotografie dominate dal silenzio e dagli spazi vuoti. «Una delle cose che amo fotografare di più è proprio il silenzio», racconta. «Gli spazi sospesi, le atmosfere essenziali».

Tra le curiosità della mostra anche un brindisi “virtuale”, con calici stampati su cartoncino utilizzati simbolicamente dai partecipanti per celebrare l’evento e condividere il momento.

Per gli organizzatori questa esposizione rappresenta soltanto un punto di partenza. L’obiettivo è trasformare via 24 Maggio in un luogo stabile di cultura e socialità, capace di recuperare il legame con la propria storia e di immaginare nuove occasioni di partecipazione cittadina.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela