Vertenza sanità, ordinanza per potenziamento ospedale sospesa: amministrazione si costituisce al Tar
La prossima udienza è fissata a novembre
Gela. La vertenza sanità avviata dall'amministrazione comunale e che nei mesi scorsi ha condotto a un lungo presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele non ha trovato alcuna conclusione e l'avvio di un osservatorio permanente, con la presenza, tra gli altri, del sindaco Terenziano Di Stefano e del management Asp, non è per nulla un momento finale. Le parti, infatti, si fronteggeranno davanti ai giudici del Tar Palermo. In questo caso, l'oggetto del contendere è l'ordinanza firmata dal primo cittadino che, al culmine della mobilitazione per il potenziamento dell'ospedale Vittorio Emanuele, impose al management Asp di provvedere senza altri indugi con innesti di personale medico al pronto soccorso e nei reparti maggiormente in emergenza. Quell'ordinanza è stata impugnata dalla direzione generale Asp e il Tar ha concesso una sospensiva degli effetti, in attesa di trattare la vicenda nel merito. La prossima udienza è fissata a novembre e ci sarà l'amministrazione comunale. In giornata, sindaco e assessori hanno deliberato la costituzione nel giudizio. Saranno prodotti atti tecnici e una relazione destinata a tratteggiare carenze e disservizi del sistema sanitario cittadino, alla base della protesta portata avanti per mesi in città. Il management Asp, praticamente in concomitanza con il corteo che a inizio mese ha portato in piazza politica e società civile, ha deciso di impugnare l'ordinanza del sindaco, i cui effetti sono stati "congelati" dal Tar. Secondo i magistrati amministrativi, il provveidmento del sindaco "può costituire indebito vincolo alla dovuta ordinaria attività di pianificazione ed erogazione del servizio assistenziale sull’intero ambito provinciale", così hanno scritto per motivare la sospensiva. Nel frattempo, Di Stefano e la sua amministrazione hanno inviato alla presidenza della Repubblica le oltre undicimila firme raccolte durante i mesi del presidio.
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