"Vertenza sanità avanti con città", Di Stefano: "Esponenti maggioranza assenti? Spieghino a loro elettori"

Il sindaco non vuole alzare particolari polveroni politici neanche tra i suoi, data la delicatezza della vertenza in atto ma è abbastanza diretto nella disamina

27 agosto 2026 21:34
"Vertenza sanità avanti con città", Di Stefano: "Esponenti maggioranza assenti? Spieghino a loro elettori"  - Di Stefano al presidio con gli alleati
Di Stefano al presidio con gli alleati
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Gela. Da ventisei giorni va avanti il presidio allestito dall'amministrazione comunale davanti all'ospedale “Vittorio Emanuele”, con l'obiettivo di un potenziamento del nosocomio. Il sindaco Terenziano Di Stefano e i suoi alleati, preso atto degli impegni ufficiali assunti dall'assessore regionale Marcello Caruso e dal management Asp, attendono il 25 settembre, data indicata dall'esponente del governo del presidente Renato Schifani per tracciare una summa e valutare se si saranno concretizzati i rinforzi per la struttura di Caposoprano. In questi giorni, come abbiamo riportato, qualche increspatura si è registrata nelle file di una maggioranza, che in larga parte sostiene senza se e senza ma l'iniziativa. Gli autonomisti dell'Mpa, all'indomani della visita istituzionale dell'assessore Caruso, hanno preso più di qualche distanza dagli alleati e le parole del consigliere lombardiano Lucia Lupo hanno fatto parecchio discutere, seppur senza reazioni plateali. “La nostra protesta, civile e pacifica, va avanti perché è la città che ce lo chiede e lo sta dimostrando giorno dopo giorno, sostenendoci con le firme raccolte – dice il sindaco Terenziano Di Stefano – siamo soddisfatti della visita dell'assessore Caruso. Un esponente del governo regionale non si vedeva, almeno ufficialmente, in ospedale da almeno sei anni. Attendiamo che gli impegni assunti si tramutino in supporti concreti per il nostro ospedale. Se almeno uno dei punti che abbiamo posto a Caruso verrà concretizzato, sarò il primo a dire che il presidio andrà tolto. Fino a quel momento, andiamo avanti”. Di Stefano, che ha lanciato la vertenza sanità e scelto un presidio stabile davanti al nosocomio, è consapevole che soprattutto nelle file del centrodestra, area politica che esprime pure il management Asp, sempre più spesso si associa la protesta in atto a strategie politiche verso le regionali del prossimo anno. “Ai miei alleati l'ho detto subito – continua il primo cittadino – nessuno deve legare questa nostra mobilitazione a eventuali interessi da campagna elettorale. Quanto al centrodestra, noi avremmo potuto cavalcare l'onda degli scandali giudiziari, anche nella sanità siciliana, dei parlamentari indagati o arrestati, ma non l'abbiamo fatto. Prima di dare certi giudizi si dovrebbe riflettere meglio. Rivendichiamo ciò che vuole la città, la garanzia del diritto alla salute”. Il sindaco non vuole alzare particolari polveroni politici neanche tra i suoi, data la delicatezza della vertenza in atto ma è abbastanza diretto nella disamina. “Nella mia coalizione – conclude – si decide a maggioranza e può capitare di non pensarla sempre allo stesso modo su temi specifici. Però, si va avanti sugli obiettivi per la città. Ci sono esponenti della maggioranza che non hanno mai preso parte al presidio. Non devono dare spiegazioni a me ma ai loro elettori. Dovranno spiegargli che hanno scelto di non stare al presidio ma evidentemente di avere altre interlocuzioni istituzionali. Sarebbe politicamente corretto confrontarsi, anche quando ci sono posizioni differenti. L'Mpa? E' una forza politica del governo cittadino e ha contribuito, due anni fa, alla vittoria elettorale. Ha un proprio rappresentante nel governo cittadino. Escludo che queste vicende possano avere un qualsiasi collegamento con la verifica politica che sarà comunque successiva e non c'entra nulla con una vertenza sanità che riguarda tutta la città e il comprensorio. Le scaramucce non mi interessano”.

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