Vertenza sanità, 11.620 firme trasmesse al presidente Mattarella: "Ospedale merita il potenziamento"

Tra le principali criticità segnalate figurano la carenza di personale medico, le difficoltà del pronto soccorso e l’assenza di servizi ritenuti fondamentali per la gestione delle emergenze tempo-dipendenti

19 ottobre 2026 12:57
Vertenza sanità, 11.620 firme trasmesse al presidente Mattarella: "Ospedale merita il potenziamento" - Le firme trasmesse al presidente Mattarella
Le firme trasmesse al presidente Mattarella
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Gela. Sono 11.620 le firme raccolte durante i mesi del presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, finalizzate a chiedere che ai cittadini di Gela e del comprensorio sia garantito il diritto alla salute. Le criticità del nosocomio sono riportate in una lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal sindaco Terenziano Di Stefano e dall’assessore Filippo Franzone. Le firme, raccolte durante gli oltre sessanta giorni di sit-in nei mesi di luglio, agosto e settembre, saranno trasmesse al Quirinale in formato cartaceo. L’iniziativa nasce dalla preoccupazione per le condizioni della sanità ospedaliera locale e dalla richiesta di interventi concreti per garantire ai cittadini un’assistenza adeguata. Nella lettera viene evidenziata la situazione del Vittorio Emanuele, presidio classificato come Spoke e Dea di primo livello, a servizio di un territorio che, secondo quanto riportato nel documento, comprende circa 130 mila abitanti. A fronte di una dotazione prevista di 242 posti letto, quelli effettivamente attivi sarebbero circa 130. Tra le principali criticità segnalate figurano la carenza di personale medico, le difficoltà del pronto soccorso e l’assenza di servizi ritenuti fondamentali per la gestione delle emergenze tempo-dipendenti. Nel documento vengono richiamate, in particolare, la mancata attivazione dell’emodinamica per il trattamento degli infarti, della stroke unit per i pazienti colpiti da ictus e le difficoltà operative legate alla carenza di organico in diversi reparti. La lettera richiama inoltre le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, i tempi di attesa e il fenomeno della migrazione sanitaria verso altre strutture, con ricadute economiche e sociali per il territorio. "Non vogliamo ricercare colpe, ma trovare soluzioni per un territorio che ha dato tanto alla ricchezza della nazione", è il senso dell’appello rivolto al Capo dello Stato. Nel documento viene sottolineata anche la condizione ambientale di Gela, indicata come area ad alto rischio ambientale e Sito di interesse nazionale, per la quale si ritiene necessaria una particolare attenzione sul fronte della tutela della salute. L’amministrazione comunale ricorda le iniziative già intraprese negli ultimi due anni: interlocuzioni con il ministero della salute, la Regione Siciliana e le commissioni parlamentari competenti, incontri con rappresentanti istituzionali, due consigli comunali monotematici, manifestazioni davanti all’ospedale e il sit-in durato oltre sessanta giorni. Iniziative che, secondo quanto riferito nella lettera, non avrebbero prodotto risultati ritenuti sufficienti. La richiesta al presidente Mattarella è quindi di richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di garantire ai cittadini gelesi un trattamento sanitario pari a quello delle altre realtà siciliane. Tre, in particolare, le richieste avanzate: il potenziamento immediato dell’ospedale Vittorio Emanuele, con il rafforzamento degli organici; la firma del protocollo d’intesa tra Enimed e Asp per la cessione dell’area destinata al nuovo ospedale; lo stanziamento da parte della Regione Siciliana delle risorse necessarie alla progettazione della nuova struttura.

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