L'accusa di favoreggiamento dopo gli spari: quattro assoluzioni
Le contestazioni di favoreggiamento sono però cadute ed è stata pronunciata l'assoluzione
Gela. Secondo la procura, che in aula, davanti al giudice Fabrizio Giannola, ha concluso chiedendo condanne, avrebbero cercato di coprire il trentacinquenne Salvatore Noviziano (non imputato nel procedimento), che cinque anni fa venne arrestato con l'accusa di aver esploso colpi di arma da fuoco. Le contestazioni di favoreggiamento sono però cadute ed è stata pronunciata l'assoluzione per Vincenzo Scerra, Rosario Accomando, Giuseppe Sfalanga e Gianluca Samuele Di Gennaro. Per gli investigatori, gli imputati avrebbero saputo degli spari ma cercarono di fornire, davanti ai poliziotti che avevano avviato indagini, una versione di comodo, escludendo peraltro di conoscere Noviziano. I difensori, rispetto alle richieste di condanna, hanno però sottolineato che soprattutto per ciò che concerne le posizioni di Accomando, Sfalanga e Di Gennaro (assistiti dagli avvocati Filippo Spina, Vittorio Giardino e Rocco Cutini), è da escludere un qualsiasi coinvolgimento nei fatti: furono fermati dai poliziotti diverse ore prima degli spari e quindi non potevano averne contezza. Un altro coinvolto era già stato assolto, anche in appello, per la stessa vicenda. La sentenza è stata prodotta dalle difese. L'assoluzione è stata emessa per Vincenzo Scerra che, stando alle indagini, avrebbe avuto una lite con Noviziano. Anche in questo caso, secondo i difensori, gli avvocati Giacomo Ventura e Adriano Falsone, non sono emersi dati certi per ritenere che Scerra sapesse degli spari o che vi avesse assistito.
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