Verifica per Di Stefano e gli alleati, si accelera: scelte politiche e prospettive a lungo termine per la città

Aalvo sorprese, dovrebbe tenersi entro metà mese. I contatti, formali e informali, ci sono e proseguono tra lo stesso Di Stefano e i riferimenti di tutti i partiti e gruppi che lo sostengono. Andranno fatte scelte più marcate rispetto al recente passato

03 settembre 2026 22:26
Verifica per Di Stefano e gli alleati, si accelera: scelte politiche e prospettive a lungo termine per la città - Di Stefano al presidio insieme al gruppo M5s
Di Stefano al presidio insieme al gruppo M5s
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Gela. Gli alleati del sindaco Terenziano Di Stefano, impegnati insieme a lui, da settimane, nella mobilitazione per il potenziamento della sanità locale, ne sono sempre più convinti al pari dello stesso primo cittadino. Settembre sarà il momento della verifica, politica e amministrativa, dopo oltre due anni di governo della città. Si accelera, infatti, verso il confronto che, salvo sorprese, dovrebbe tenersi entro metà mese, certamente dopo la festa patronale. Il capo dell'amministrazione e i suoi lo hanno sempre ribadito che le priorità non sono quelle politiche, dando spazio alle vicende amministrative. Una verifica politica, però, diventa fisiologica a chiusura di un lungo ciclo, fatto di cantieri, progetti, eventi e prospettive per una visione diversa della città. Cosa potrà accadere all'indomani della verifica, sulla quale praticamente tutti concordano, non è facile pronosticarlo. E' scontato che se in giunta ci saranno assessori intenzionati a tentare la corsa delle prossime competizioni elettorali del 2027 (regionali e nazionali), dovranno fare un passo indietro lasciando Palazzo di Città. E' un punto assodato: il sindaco non intende legare l'azione amministrativa a note elettoralistiche o da campagna elettorale e lo sanno pure i suoi partner di governo. I contatti, formali e informali, ci sono e proseguono tra lo stesso Di Stefano e i riferimenti di tutti i partiti e gruppi che lo sostengono. Il primo cittadino civico non intende stravolgere l'impalcatura politica del suo progetto ma qualche certezza politica in più, in prospettiva e non solo, la vorrà da tutti. Agli alleati, forse, chiederà impegni dettagliati e chiari, di percorso e di collocazione. Di Stefano e i suoi civici si sono man mano collocati nel campo progressista, in attesa di valutare come sarà strutturato in Sicilia, e su tanti temi il sindaco ha preso le distanze da un centrodestra che non lo rappresenta, a maggior ragione se è quello del governatore siciliano Renato Schifani. La verifica di settembre potrebbe diventare una sorta di canto del cigno politico per chi non dovesse rivedersi nella direzione tracciata dal capo dell'amministrazione e dal campo progressista. Gli autonomisti dell'Mpa sono quelli che più di altri si trovano a sostenere una collocazione differenziata, nel centrodestra a Palermo e a Caltanissetta, ma insieme ai progressisti a Palazzo di Città. I vertici lombardiani escludono imbarazzi particolari e anzi rivendicano la loro vicinanza al governo Schifani a supporto delle esigenze della città. Ma se alle urne del 2027 staranno ancora con il centrodestra, nazionale e regionale, sarà ancora praticabile la liaison con il sindaco e il resto della coalizione? Su altra sponda, è più che consolidato l'orientamento di alcuni partiti, con in testa i cinquestelle, che puntano a un bis del sindaco Di Stefano, per le amministrative del 2029. Il primo cittadino ha sempre fatto intendere che la continuità è essenziale per consegnare un progetto solido alla città, portare avanti il rasamento finanziario e dare un volto differente al territorio, più turistico e culturale e meno votato ai canoni classici dell'industria. I civici, che nel sindaco si rivedono senza se e senza ma, gli stessi pentastellati e i dem, continueranno a essere il blocco a garanzia del progetto, pure a verifica conclusa. Magari, cambierà qualche nome in giunta ma non muteranno i simboli. Quello autonomista, viceversa, è un versante tutto da esplorare e sul quale il sindaco sembra deciso a discutere senza “ipocrisie” politiche. Lo stesso varrà per i deluchiani di “Sud chiama nord”, in giunta con l'assessore Filippo Franzone, tra i più vicini alla linea amministrativa, e per i calendiani di “Azione”, che schierano l'assessore Luigi Di Dio, reduce da una lunghissima fase, quella dei cantieri finanziati con fondi Pnrr ancora non conclusa del tutto. I gruppi che a oggi non sono includibili nel “catalogo” progressista continueranno a far parte del governo locale e della maggioranza? Questo è un aspetto che probabilmente sarà vagliato e non solo al tavolo della verifica. Nomi e ipotesi, per un riassetto di giunta, non ne mancano, ma l'ultima parola sarà del sindaco che peraltro si trova davanti a un'opposizione attualmente variegata. Fatta salva la collocazione del centrodestra “duro e puro”, Di Stefano sovente ha confermato contatti con Italia Viva, che rientra nello scacchiere del campo largo progressista (attualmente all'opposizione in città). Poi, c'è “Controcorrente” che non ha rapporti sereni con il primo cittadino ma i cui vertici non negherebbero un dialogo qualora la giunta e la maggioranza dovessero parlare solo la lingua progressista. Di Stefano si affaccia alla verifica sapendo di avere ampio consenso tra i suoi alleati, che anzi si rifanno al suo progetto per dargli continuità con l'obiettivo di un secondo mandato. Andranno fatte scelte più marcate rispetto al recente passato, sempre che ce ne siano le condizioni.

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