Un sistema per la telefonia mobile a Manfria, Tar annulla no della soprintendenza: accolto ricorso Iliad
La soprintendeza ha respinto per due volte la richiesta autorizzativa per l'installazione, nella zona di via Torre di Manfria, di una stazione di telefonia mobile
Gela. I vincoli paesaggistici che insistono in un'area come Manfria non sono direttamente ostativi al rilascio di autorizzazioni finalizzate all'installazione di stazioni radio base di telefonia mobile. I giudici del Tar Palermo hanno accolto il ricorso proposto dalla società Iliad, che, per il tramite dei propri legali, ha impugnato il diniego all'installazione emesso dalla soprintendenza di Caltanissetta. Stando all'atto impugnato dai legali di Iliad, l'area di Manfria è da ritenersi “bene paesaggistico sottoposto a tutela”. La soprintendeza ha respinto per due volte la richiesta autorizzativa per l'installazione, nella zona di via Torre di Manfria, di una stazione di telefonia mobile. Secondo i giudici amministrativi, che in sentenza hanno richiamato ulteriori pronunce dello stesso tipo, “se si accedesse alla tesi contraria, si appaleserebbe una previsione che vieta in via assoluta l’installazione degli impianti di telefonia cellulare, donde la sua illegittimità, atteso che l’interesse alla tutela del paesaggio va contemperato con quello alla realizzazione di infrastrutture a rete inerenti opere di urbanizzazione primaria, quali gli impianti di telefonia mobile, che debbono ritenersi consentite in tutte le zone”. I magistrati del Tar seguono una linea piuttosto netta, “è inaccettabile un giudizio di prevalenza a priori dell’interesse paesaggistico, senza valutare l’ulteriore interesse pubblico sotteso ai servizi di telecomunicazione (oltre che l’interesse imprenditoriale ex art. 41 Cost.), così come la mancanza di una concreta istruttoria finalizzata al bilanciamento dei presupposti interessi”, aggiungono nelle motivazioni. In questo modo, è stato disposto l'annullamento del diniego posto dalla soprintendenza.
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