Un modello alternativo a quello Di Stefano: nel centrodestra temi e tentativi di convergenza
Gli esponenti del centrodestra cittadino, che in serata si sono dati appuntamento nella sede di Fratelli d'Italia, in centro storico, preferiscono rimanere abbastanza abbottonati
Gela. Il consuntivo finale lo riservano a un comunicato che verrà diramato domattina. Gli esponenti del centrodestra cittadino, che in serata si sono dati appuntamento nella sede di Fratelli d'Italia, in centro storico, preferiscono rimanere abbastanza abbottonati. All'appello hanno risposto praticamente tutti i partiti e i movimenti che due anni fa, tra coalizione ufficiale e scissione, si schierarono in un percorso distante da quello della coalizione del sindaco Terenziano Di Stefano. Proprio l'alternativa alla sua amministrazione è la prospettiva di forzisti, meloniani, leghisti, cuffariani, rappresentanti di "Noi moderati", "Rinnova" e "Gela nova", oltre che degli indipendenti, in consiglio comunale non schierati nei gruppi ufficiali, fra tutti il consigliere Gabriele Pellegrino. Chiaramente, non c'erano gli autonomisti dell'Mpa, che in città supportano il sindaco. Sui temi, eterni o meno, l'opposizione di centrodestra cercherà di creare il contraltare politico. Sanità, decoro urbano, efficienza amministrativa ma anche capitoli come quelli infrastrutturali e di prospettiva, saranno probabilmente oggetto di un dialogo più continuativo. Il primo e ultimo tavolo di coalizione, post-amministrative, si tenne un anno fa. Da allora, null'altro. In serata, a coordinare i lavori e a fare da "padrone di casa", è stato il parlamentare Ars Salvatore Scuvera. Una riunione arrivata al termine di una giornata che sul fronte sanità, in primis, ha visto qualche smarcamento non atteso. I leghisti e il meloniano Giuseppe Catania, già sindaco di Mussomeli e competitor numero uno di Scuvera sul territorio, hanno comunicato che saranno alla manifestazione per il potenziamento della sanità cittadina organizzata dall'amministrazione comunale per sabato 3 ottobre, al culmine di una mobilitazione che va avanti ormai da più di cinquanta giorni. Vertenza che il centrodestra d'opposizione ha contestato fin dall'inizio, quanto alle modalità, collocandola quasi esclusivamente nell'alveo contrario al governo regionale.
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