Uccise la madre nell'abitazione di famiglia di via Vitali, sentiti primi testimoni nel giudizio a Tinnirello
Per il quarantatreenne, le accuse vengono contestate in dibattimento davanti ai giudici della Corte d'assise di Caltanissetta
Gela. Lo scorso anno, al culmine di una lite, uccise la madre, Francesca Ferrigno. Fu fatale un fendente con una lama. Per il quarantatreenne Filippo Tinnirello, le accuse vengono contestate in dibattimento davanti ai giudici della Corte d'assise di Caltanissetta. Questa mattina, sono stati sentiti i primi testimoni, un poliziotto e un carabiniere, che intervennero nell'immediatezza dei fatti, nell'abitazione di via Vitali, dove la donna era già morta, a causa dell'aggressione subita. Il figlio, fermato e arrestato, ammise i fatti. Era già assistito, da circa vent'anni, dai servizi per la cura psichiatrica ma anche per la sua dipendenza da stupefacenti. I periti, nel corso dell'incidente probatorio, indicarono la totale incapacità di intendere e di volere. Dopo il rinvio a giudizio, però, un nuovo perito, nominato dai magistrati d'assise, ha delineato una situazione differente, con una incapacità solo parziale. I testimoni hanno esposto i particolari di quanto accertato durante gli interventi condotti, rispondendo alle domande della procura e della difesa, con il legale Giusy Ialazzo. Altri testimoni saranno sentiti nel corso delle prossime udienze.
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