"Troppi peccati di omissione", la chiesa si apre alla vertenza sanità: "Aiutiamo le autorità politiche"
Le comunità religiose hanno voluto dare un loro contributo alla vertenza sanità giunta al ventisettesimo giorno e che andrà avanti, come confermato dal sindaco, fino a quando non arriveranno passi concreti a rafforzare l'ospedale Vittorio Emanuele
Gela. La mobilitazione per il potenziamento della sanità locale arriva tra le mura della chiesa e in serata, nella parrocchia di San Giacomo, si è tenuta una veglia di preghiera. Tanti fedeli, l'amministrazione comunale, i parlamentari del territorio, il vicario foraneo don Luigi Petralia e il vescovo Rosario Gisana, hanno dedicato parole a sostegno della dignità di una città "con troppi peccati di omissione", così è stato spiegato nell'intervento vescovile. La "prossimità" da sviluppare come valore ma anche "un aiuto alle autorità politiche", sono tra i particolari di interventi intervallati da momenti di preghiera. In prima fila, il sindaco Terenziano Di Stefano e il presidente del civico consesso Paola Giudice, insieme al senatore Pietro Lorefice, ai deputati regionali Nuccio Di Paola e Salvatore Scuvera, all'assessore Filippo Franzone e ai consiglieri comunali Massimiliano Giorrannello e Rosario Faraci. Le comunità religiose hanno voluto dare un loro contributo alla vertenza sanità giunta al ventisettesimo giorno e che andrà avanti, come confermato dal sindaco, fino a quando non arriveranno passi concreti a rafforzare l'ospedale Vittorio Emanuele.
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