Tributi evasi, "Comune ha un credito da cinquanta milioni di euro"
I numeri che ha fornito Di Stefano arrivano da un approfondimento condotto dalla commissione consiliare bilancio
Gela. Il dissesto finanziario del municipio, che l'amministrazione comunale intende superare in un termine congruo, in attesa anzitutto del via libera ministeriale al bilancio stabilmente riequilibrato, è oggetto di forte attenzione, fin dall'insediamento di due anni fa del sindaco Terenziano Di Stefano e della sua amministrazione. Il bilancio, approvato dal consiglio comunale a dicembre dello scorso anno, è solo uno dei passaggi così come sono ormai evidenti le cause profonde di una crisi dei conti che si perdono nel passato gestionale del municipio. Così, il primo cittadino, ieri sera in aula consiliare rispondendo a un'interrogazione del forzista Antonino Biundo volta ad avere più elementi sull'attività condotta dall'organismo straordinario di liquidazione, ha dato numeri non di poco peso. "Il nostro Comune vanta un credito di non meno di cinquanta milioni di euro", ha detto. Sono tutte somme che l'ente, fino a oggi, non è riuscito a recuperare da Tari, Tosap, Imu e introiti per l'occupazione del suolo pubblico. I numeri che ha fornito Di Stefano arrivano da un approfondimento condotto dalla commissione consiliare bilancio, che sta lavorando a due regolamenti, a breve destinati a pervenire all'assise civica. Recuperare anche solo la metà, "ci permetterebbe di chiudere il dissesto, pagando tutto ciò che rimane da coprire", ha riferito il capo dell'amministrazione nel suo intervento. Si tenterà di limitare un'evasione sui tributi locali (anche tramite strumenti come la rottamazione quinquies) che da anni è un vero fardello, tra le ragioni di un dissesto che oggi segna le sorti amministrative dell'ente.
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