Timpazzo, "Spazio Civico" insiste su controlli: Donegani punta l'Mpa, Di Paola "fallimento governo"

Ancora reazioni politiche

A cura di Redazione Redazione
24 giugno 2026 17:14
Timpazzo, "Spazio Civico" insiste su controlli: Donegani punta l'Mpa, Di Paola "fallimento governo" - Una delle aree della discarica Timpazzo
Una delle aree della discarica Timpazzo
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Gela. Sono soprattutto le forze progressiste e civiche, in città e non solo, a chiamare in causa responsabilità del governo regionale nelle vicende che si stanno sviluppando intorno alla discarica Timpazzo, al centro di una vasta indagine su un presunto traffico illecito di rifiuti. I civici di “Spazio civico” ritengono necessario un monitoraggio ambientale nel sito. “Le notizie dei rifiuti interrati illegalmente a Timpazzo, senza controlli e nel silenzio assordante della governance regionale, non sono solo l’istantanea di un presunto reato: sono lo schiaffo definitivo a un territorio che ha già pagato un tributo altissimo in termini di devastazione ambientale e salute pubblica. Siamo di fronte all'ennesima violenza consumata alle spalle dei cittadini. Per decenni questo pezzo di Sicilia è stato trattato come il tappeto sotto cui nascondere i veleni della Sicilia, un’area di sacrificio sull'altare del profitto illecito e dell'inefficienza politica. Oggi scopriamo che persino la gestione pubblica, che avrebbe dovuto garantire riscatto e trasparenza, è sprofondata nel fango di un’inchiesta per traffico illecito di rifiuti. Questo non è un caso isolato, è un sistema. Un sistema che continua a considerare la nostra terra come una discarica a cielo aperto, abusando della resilienza di una comunità già ampiamente martoriata dall'inquinamento industriale, da bonifiche mai realmente completate e da rischi idrogeologici completamente ignorati. Versare frazione umida non stabilizzata, provocando autocombustioni e fumi tossici, significa attentare deliberatamente alla qualità dell'aria e alla vita di chi abita questi luoghi. Come “Spazio Civico” ci siamo dati una missione: prenderci cura del nostro territorio e per questo oggi diciamo basta. Non accetteremo che il nostro futuro venga ancora una volta ipotecato da chi gestisce il ciclo dei rifiuti con la logica del far west. Esigiamo che la Regione Siciliana smetta di fare spallucce e che si avvii un monitoraggio ambientale immediato, una task force indipendente su tutta l'area di Timpazzo: per questo chiederemo un incontro urgente al ministero dell'ambiente. Il tempo delle scuse e dei silenzi complici è scaduto: la nostra terra ha già dato, ora pretende giustizia e rispetto”, dicono i dirigenti Giovanni Scicolone, Damiano Arena, Olimpia Armonia, Martino Di Gregorio. Il segretario regionale “PeR” Miguel Donegani ritorna sulla presenza di forze di centrodestra nel governo cittadino del sindaco Terenziano Di Stefano, ritenuta in controtendenza rispetto alle critiche pesanti concentrate sull'operato del governo regionale, del quale l'Mpa (seppur non citato direttamente da Donegani) fa parte. “Le gravissime contestazioni mosse dalla magistratura nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della discarica di Timpazzo impongono, come sempre, rispetto per il lavoro degli inquirenti e per il principio di presunzione d’innocenza. Tuttavia, se le accuse dovessero trovare conferma, non saremmo soltanto di fronte a una vicenda giudiziaria. Saremmo davanti al fallimento di un intero sistema di controlli. Per anni migliaia di tonnellate di rifiuti sarebbero state conferite e interrate senza che nessuno rilevasse quanto stava accadendo. È quindi inevitabile chiedersi chi dovesse vigilare, quali controlli siano stati effettuati e perché eventuali anomalie non siano emerse prima dell’intervento della magistratura. Per questo ritengo che il Presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore regionale competente, Colianni, abbiano il dovere politico di riferire ai siciliani su quanto accaduto e sul funzionamento dei controlli regionali. Se dovesse emergere un fallimento del sistema di vigilanza riconducibile alle strutture regionali, le responsabilità politiche non potrebbero fermarsi ai dirigenti o ai funzionari, ma dovrebbero riguardare anche chi aveva il compito di governare e controllare. In tal caso, ritengo inevitabile che il presidente della Regione e l’assessore competente traggano le dovute conseguenze politiche. Esiste inoltre una contraddizione che merita di essere chiarita. In queste ore numerosi esponenti politici, dal Partito Democratico al Movimento cinquestelle, dal sindaco di Gela a ex sindaci e rappresentanti della maggioranza cittadina, hanno individuato nel governo regionale precise responsabilità politiche. Bene. Ma allora sarebbe opportuno sapere se la forza politica che siede nella giunta comunale di Gela e che fa parte della maggioranza regionale condivida questa valutazione oppure no. I cittadini meritano chiarezza. Infine, la vicenda Timpazzo deve aprire una riflessione più ampia sul futuro del ciclo dei rifiuti in Sicilia. Per anni si è continuato a puntare prevalentemente sulle discariche. Oggi più che mai è necessario aprire un confronto serio, senza pregiudizi ideologici, su tutte le soluzioni disponibili per ridurre il ricorso all’interramento dei rifiuti e garantire maggiore tutela dell’ambiente e della salute pubblica”, così riporta una nota di Donegani. Di “fallimento” del governo regionale parla anche il parlamentare Ars M5s Nuccio Di Paola. “I dettagli agghiaccianti emersi nelle ultime ore sulla discarica di Timpazzo, dipinta dagli inquirenti come una vera e propria ‘Terra dei Fuochi’ con rifiuti non trattati e roghi tossici occultati sotto la sabbia persino durante i controlli dell’Arpa, confermano la totale implosione del sistema. La revoca immediata dei vertici societari da parte dell'assemblea dei sindaci è l'ennesimo atto d'accusa contro una gestione indifendibile, ma il vero nodo resta politico e strutturale. La verità – dice inoltre Di Paola – è che la discarica di Timpazzo non avrebbe mai potuto funzionare, perché in pochissimo tempo è stata trasformata nel centro nevralgico dei rifiuti siciliani. Vi conferivano quasi tutti i comuni dell'isola, calpestando deliberatamente il principio di prossimità, secondo cui i rifiuti dovrebbero muoversi il meno possibile dal luogo in cui vengono prodotti. Il governo Schifani ha preferito centralizzare tutto per coprire le proprie inefficienze, e con il piano degli inceneritori si appresta a ripetere esattamente lo stesso identico errore. I mega-impianti centralizzati - sottolinea ancora Di Paola - replicheranno le stesse identiche storture, il caos gestionale e i costi esorbitanti legati ai trasporti, che alla fine peseranno sulle tasche dei cittadini. Questa vicenda dimostra che le vecchie logiche di governo hanno fallito su tutta la linea. Il modello che portiamo avanti noi, fondato su una gestione pubblica diffusa e trasparente, sulla legalità e sulla vera economia circolare a chilometro zero, è l’unico in grado di superare questi problemi strutturali e liberare la Sicilia dalla perenne emergenza".

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