Timpazzo apre un caso Mpa? Autonomisti assenti e Di Stefano contrariato: Donegani, "ci sono responsabilità Colianni"
Quelle di Di Stefano sono parole che per il segretario regionale “PeR” Miguel Donegani, responsabile organizzativo “Controcorrente”, vanno nella direzione da lui indicata
Gela. Nel suo intervento in aula consiliare, durante i lavori del monotematico sul caso Timpazzo, il sindaco Terenziano Di Stefano, come abbiamo riferito, ha lanciato messaggi anche politici in direzione del governo regionale e si è detto dispiaciuto dall'assenza dell'assessore regionale all'energia Francesco Colianni, che ha competenze dirette sulla questione. “Da questa sera, i rapporti cambiano con tutti”, ha riferito il capo dell'amministrazione. Sembra quasi un avviso rivolto agli autonomisti, che sono nella sua giunta e con Colianni hanno un rapporto politico diretto. Il gruppo consiliare lombardiano non ha preso parte alla sedura. Quelle di Di Stefano sono parole che per il segretario regionale “PeR” Miguel Donegani, responsabile organizzativo “Controcorrente”, vanno nella direzione da lui indicata. “Quando il sindaco concentrava le proprie accuse esclusivamente nei confronti del presidente della Regione Renato Schifani, ho sempre sostenuto pubblicamente che quella lettura fosse incompleta. L’ho fatto con interventi, comunicati e dichiarazioni, ricevendo anche le repliche del sindaco e dell’Mpa. La mia posizione era molto semplice: la gestione del ciclo dei rifiuti non dipende soltanto dal Presidente della Regione, ma soprattutto dall’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e dal dipartimento regionale competente, guidati dall’assessore Francesco Colianni. Per questo – dice Donegani - ho sempre ritenuto una contraddizione politica che non si richiamassero le responsabilità dell’assessore regionale competente, anche alla luce del fatto che l’Mpa fa parte della maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale. Oggi è lo stesso sindaco a lamentare pubblicamente l’assenza dell’assessore Colianni, dell’Mpa e dei rappresentanti politici del territorio, arrivando ad affermare che da questa sera i rapporti cambiano con tutti. Si tratta di dichiarazioni che, nei fatti, confermano ciò che sostenevo da mesi: la vicenda Timpazzo non poteva essere ricondotta esclusivamente a Schifani ma imponeva di chiamare in causa anche chi, per legge e per delega istituzionale, governa il settore dei rifiuti in Sicilia. Non mi interessava e non mi interessa alimentare solo uno scontro tra alleati di governo. Mi interessa la cosa più importante, che Gela smetta di essere rimbalzata tra responsabilità politiche parziali. Se si chiedono risposte alla Regione, è giusto chiamare in causa tutti coloro che hanno competenze dirette, senza eccezioni e senza convenienze”. Secondo Donegani, non ci sono dubbi che responsabilità politiche vadano individuate nelle scelte dell'assessorato regionale. “La mia non è mai stata una polemica contro un partito o contro singole persone. È sempre stata una richiesta di chiarezza istituzionale e di coerenza politica. Per affrontare davvero i problemi di Gela bisogna individuare correttamente i livelli di responsabilità. Solo così si possono pretendere risposte concrete. Se oggi il dibattito politico si è finalmente spostato anche sulle responsabilità dell’assessorato regionale competente, significa che quella battaglia politica aveva un fondamento. Il tempo – conclude - ancora una volta, dimostra che indicare con precisione le responsabilità istituzionali non significa fare polemica, ma difendere gli interessi della città. È questo che continuerò a fare, senza guardare al colore politico di chi governa, ma esclusivamente agli interessi della città”.
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