"Su Timpazzo deputazione locale è stata debole", Incardona: "Città utile solo per consenso elettorale"
L'ex assessore prende le distanze dalla rappresentanza parlamentare locale
Gela. “Un'assenza evidente” di incisività da parte dei parlamentari del territorio, senza distinzioni di appartenenza. L'ex assessore Salvatore Incardona, in merito alla vicenda Timpazzo, sottolinea come l'evolversi di presunte anomalie sia stato favorito da un potere di controllo istituzionale, man mano venuto meno. Ricorda invece l'azione dell'allora giunta Greco, con l'ex sindaco sempre distante dalle scelte del manager di Impianti Srr Giovanna Picone. “Dopo gli ultimi sviluppi sulla vicenda Timpazzo, assistiamo a una corsa improvvisa di esponenti politici che cercano di accreditarsi come difensori del territorio. Ma la memoria dei cittadini non può essere così corta. Quando il confronto tra l’allora giunta Greco, con in testa il sindaco, e il management di Impianti Srr raggiungeva livelli di forte tensione politica e amministrativa, dov’erano la deputazione regionale e nazionale? Dov’erano i parlamentari che oggi rilasciano dichiarazioni e manifestano indignazione? Perché non hanno esercitato allora il proprio ruolo istituzionale per pretendere controlli, trasparenza e scelte diverse? La domanda è semplice – dice Incardona - se i deputati regionali e nazionali avessero saputo incidere realmente nei luoghi decisionali, saremmo arrivati alla situazione attuale? Se avessero svolto con efficacia il mandato ricevuto dai cittadini, molte delle criticità che oggi denunciano non sarebbero state affrontate per tempo? La verità è che quanto accaduto attorno a Timpazzo evidenzia l’inadeguatezza di una rappresentanza politica che non è riuscita a difendere il territorio e a orientare le scelte strategiche che lo riguardavano. Per anni sono mancati controllo, iniziativa politica e capacità di incidere. Oggi chi è rimasto in silenzio tenta di trasformarsi nel protagonista di una battaglia mai combattuta. Il problema non è la distinzione tra destra e sinistra. Il problema è l’incapacità di una parte della classe dirigente e della deputazione regionale e nazionale di rappresentare con forza gli interessi di Gela nelle sedi in cui si decide davvero”. Allo stesso modo, ricorda l'emergenza continua nel sistema sanitario locale e non solo. “Mentre si consumano polemiche e passerelle, la città continua a fare i conti con emergenze drammatiche. Su tutte, quella sanitaria. Il pronto soccorso di è allo stremo e la carenza di medici non è più sostenibile. Anche in questo caso la domanda è inevitabile: dov’è la deputazione? Quali iniziative concrete sono state assunte per evitare che il principale presidio sanitario del territorio arrivasse a questo punto? Gela – aggiunge Incardona - non può continuare a essere ricordata soltanto quando serve consenso elettorale e dimenticata quando chiede diritti, servizi e rispetto. Non può continuare a essere spremuta come un limone e poi gettata in mare.Amministrazione comunale, deputazione regionale e nazionale abbandonino la politica delle inaugurazioni, delle feste e della propaganda. I cittadini chiedono altro: presenza, autorevolezza, capacità di incidere e risultati concreti. Perché il tempo delle giustificazioni è finito da troppo tempo”.
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