Strade da ripristinare, Corte Conti apre all'uso dei fondi royalties:"Non ci sono divieti espressi"

Il quesito partito dal municipio è stato esaminato dettagliatamente dai giudici contabili, che in oltre venti pagine tracciano una linea precisa, rifacendosi alla disciplina, anche in divenire, delle royalties e della loro destinazione

28 aprile 2026 21:09
Strade da ripristinare, Corte Conti apre all'uso dei fondi royalties:"Non ci sono divieti espressi" -
Condividi

Gela. Una lunga disamina, che si è sviluppata su più fronti normativi. La Corte dei Conti regionale, attraverso la sezione di controllo, ha dato riscontro a una nota, partita da Palazzo di Città, su iniziativa del sindaco Terenziano Di Stefano, coadiuvato dal segretario generale Giovanni Curaba. Il primo cittadino ha richiesto un parere e per i magistrati contabili l'ente comunale, in dissesto e in attesa che il ministero pronunci l'ultima parola sul bilancio stabilmente riequilibrato, può disporre dei fondi delle royalties per interventi di riassetto del manto stradale. Quella delle condizioni di tante arterie viarie della città è un'emergenza che il primo cittadino non ha mai nascosto, acuita dalle piogge dei mesi invernali e appunto dalla carenza assoluta di risorse finanziarie per intervenire, bloccate di fatto dal dissesto. Il quesito partito dal municipio è stato esaminato dettagliatamente dai giudici contabili, che in oltre venti pagine tracciano una linea precisa, rifacendosi alla disciplina, anche in divenire, delle royalties e della loro destinazione. Si tratta di un tema che nel recente passato, come abbiamo più volte riferito, ha fatto scattare indagini penali (una la scorsa settimana conclusa con dodici assoluzioni e un solo rinvio a giudizio) e approfondimenti della stessa Corte dei Conti. Di Stefano è sempre stato convinto che la normativa in materia di royalties non ponga vincoli all'uso di una parte dei quei fondi per porre rimedio a situazioni che possano determinare conseguenze in ordine alla sicurezza pubblica e aprire fronti di responsabilità dell'ente. Così, a Palazzo di Città si punta all'uso di asfalto ecologico per ripristinare la sicurezza in tante arterie urbane. I giudici contabili, nel parere trasmesso in municipio, scrivono che “ciò premesso circa l’attività finanziaria in gestione provvisoria, in risposta al quesito proposto occorre rilevare che una spesa volta a preservare la sicurezza della circolazione veicolare e l’incolumità fisica degli utenti del demanio stradale non appare estranea al perimetro delle obbligazioni indispensabili, in ipotesi, a scongiurare che l’ente possa patire danni patrimoniali certi e gravi”. Impegni finanziari che possono essere adottati purché “tali spese” siano “confinate entro la nozione di lavori pubblici di somma urgenza o altri interventi di somma urgenza”. “Sulla base di tali presupposti sostanziali, l’individuazione delle condizioni legittimanti la spesa e i provvedimenti necessari per fare fronte all’esigenza di mantenimento delle condizioni di sicurezza del demanio stradale rientra nella piena responsabilità gestionale dell’ente, restando preclusa qualsiasi forma di co-amministrazione di questa magistratura contabile in ragione dell’ausiliarietà della funzione consultiva e della posizione di neutralità, indipendenza ed imparzialità che contraddistingue l’attività magistratuale”, scrivono ancora i magistrati palermitani. Lo stato di dissesto, che riguarda direttamente l'ente municipale, per i giudici contabili non è una “condizione preclusiva all'impiego delle royalties”. “Non emergono divieti espressi in tal senso”, viene precisato. La sezione di controllo non si è limitata al solo fronte delle royalties che il municipio incassa dalle attività a terra ma una valutazione l'ha condotta pure sulla disciplina che riconosce al Comune introiti dai campi gas a mare “Argo-Cassiopea”. “Occorre considerare che, con riguardo alla fattispecie astratta in commento, il legislatore regionale non abbia posto limiti finalistici all’utilizzo delle risorse in questione, ma abbia soltanto individuato quali enti locali compensare per le esternalità negative derivanti dall’attività di sfruttamento della risorsa naturale inquinante”, riporta il parere che aggiunge “ciononostante, in mancanza di limiti specifici, occorre comunque considerare il descritto contesto normativo di carattere generale in materia di contratti pubblici che, come già visto, fissa imprescindibili obiettivi di sostenibilità ambientale ed energetica nel settore dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela