"Stiamo sfatando tabù fondi pensione", Siragusa: "Contratto Ghelas da rivedere, troppe distorsioni"
"Dispiace che ci sia ancora qualcuno che possa pensare al ruolo di amministratore Ghelas solo come una poltrona da occupare. Non è affatto così", spiega Siragusa
Gela. In attesa dell'assemblea della società, che sarà convocata dall'amministratore Guido Siragusa, Ghelas “continua a vivere su un filo molto sottile”, dice proprio il manager. L'assemblea, infatti, non servirà da subito all'approvazione del bilancio 2025, ancora da varare, ma in primis al via libera per le transazioni formalizzate con i lavoratori su tutto ciò che attiene i fondi pensione, capitolo tra i più complessi e delicati. “In questa vicenda – sottolinea Siragusa – stiamo sfatando un tabù. Tutti sapevano ciò che non andava sui fondi pensione ma nessuno, in passato, ne parlava. Stiamo affrontando una situazione molto complessa. Per almeno cinque anni Ghelas si è finanziata con ciò che doveva andare nei fondi pensione dei lavoratori. Noi gli daremo tutto quello che gli spetta, compresi i ristori e stiamo finalizzando tante transazioni per cercare di dare seguito agli impegni. Non è facile ma stiamo andando avanti. Da due anni, rincorriamo le emergenze”. Quello delle quote dei fondi pensione e dei ristori per i lavoratori Ghelas è un aspetto assolutamente non secondario e sul quale i riflettori rimangono accesi. L'azienda, però, attraversa tanti versanti molto difficili. “Il nuovo contratto? E' stato una sfida e la stiamo sviluppando – continua Siragusa – però, non dimentichiamo che questo nuovo contratto è stato strutturato su una sorta di price cup, al risparmio per il Comune, già nel 2025 di almeno cinquantamila euro rispetto al 2024. Questo nuovo contratto ci permette di fatturare solo se riusciamo a completare le attività e a svolgere i lavori. Però, ci sono delle evidenti distorsioni contrattuali che permettono al Comune di risparmiare ma Ghelas si trova ad affrontare un aumento generalizzato di tutte le voci per i lavori, l'aumento del prezzo del materiale e del carburante. Il Comune risparmia ma la nostra società rischia paradossalmente di non fatturare, per il 2026, almeno 250 mila euro. Queste distorsioni nel contratto a misura vanno riviste. Serve un adeguamento entro dicembre, altrimenti Ghelas rischia seriamente di andare incontro a perdite gravi. Peraltro, la burocrazia comunale spesso non ci aiuta o comunque interpreta il contratto secondo parametri che per Ghelas non possono andare bene”. La liquidità di cassa è un'altra incognita, ammessa pure dal sindaco Terenziano Di Stefano. “La scarsa liquidità è conseguenza diretta di crediti che noi abbiamo individuato e che il Comune non ha riconosciuto, portandoci ad avviare azioni giudiziarie per il recupero. I crediti – precisa l'amministratore – fino a quando non ci verranno riconosciuti, non sono liquidità”. In queste settimane, l'azienda si trova a fronteggiare l'ennesima carenza di personale. Il rapporto contrattuale con la società interinale che somministrava manodopera a tempo si è concluso. “Stiamo predisponendo un nuovo bando pubblico per individuare una società interinale – dice inoltre il manager – per ora, non abbiamo i giardinieri e gli elettricisti che ci hanno permesso di lavorare su più fronti. Abbiamo solo due giardinieri e ci scusiamo in anticipo con la città perché gli interventi non potranno essere equiparabili a quelli dei mesi scorsi”. Quello di Siragusa, infine, è un ruolo, al vertice della società in house del Comune, che ottenne due anni fa, a conclusione della fase amministrativa dell'ex sindaco Lucio Greco. Da tempo, a Palazzo di Città ci sono valutazioni sull'iter per la scelta del successore. Il primo cittadino e il segretario generale Giovanni Curaba ritengono che la gestione Siragusa sia ormai alla fase conclusiva mentre gli organi di controllo della municipalizzata ribadiscono che il mandato scadrà all'approvazione del terzo bilancio, quindi il prossimo anno. “Non sono cose alle quali penso, soprattutto in queste situazioni – conclude Siragusa – certo, dispiace che ci sia ancora qualcuno che possa pensare al ruolo di amministratore Ghelas solo come una poltrona da occupare. Non è affatto così, questa società ha tanti bisogni impellenti, a garanzia anzitutto dei lavoratori”.
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