Cocaina, crack, hashish e marijuana tra Riesi e Gela, sono 25 gli indagati: "Il capo era Prestifilippo"
Riesi, Gela e Catania erano baricentro della droga e dello spaccio
Gela. Riesi e Gela erano due piazze particolarmente attive per la droga che finiva a centinaia di acquirenti. Cocaina, crack, hashish e marijuana, secondo i carabinieri e i pm della Dda di Caltanissetta, erano i pezzi forti dei presunti spacciatori, capaci di gestire somme ingenti derivanti proprio dalla droga. A Riesi, il presunto riferimento del gruppo era Roberto Prestifilippo, poco più che ventenne, ma già alla testa del business, secondo gli inquirenti che hanno dato vita all'inchiesta "Prisma bis". Fu proprio Prestifilippo a rimanere ferito, un anno fa, sotto i colpi esplosi da un gruppo di gelesi e mazzarinesi, arrivati nella sua abitazione di Riesi, secondo gli investigatori per risolvere la contesa su un debito che Prestifilippo non avrebbe saldato per forniture di sostanze stupefacenti. Tra i presenti, la ventisettenne gelese Simona Maganuco, conosciuta come "Ciro", poi arrestata per il tentato omicidio insieme a presunti complici (non coinvolti nel blitz) mentre Prestifilippo e il fratello Omar Prestifilippo sono usciti da quel procedimento e risultano parti offese. Il fucile artigianale usato da Roberto Prestifilippo, infatti, non sarebbe stato efficiente né tale da poter fare fuoco. Per i carabinieri, i Prestifilippo, a Riesi, avevano pieno sostegno da altri riesini, Gianni Pirrello e Giuseppe Russo. Uno dei canali più proficui per la droga sarebbe stato quello di Catania. Ai domiciliari è finito anche un etneo, il trentaduenne Alfredo Giganti. L'obbligo di presentazione è stato imposto alla gelese Maganuco, già sottoposta a misura per il tentato omicidio. Molto attivi nello spaccio di droga, per gli inquirenti, erano pure i gelesi Rocchina Meroni e Paolo Vitellaro, già condannati in primo grado a seguito di un'inchiesta antidroga condotta dalla guardia di finanza. In totale, sono venticinque gli indagati anche se il gip del tribunale di Caltanissetta ha accolto la richiesta di misura solo per undici. Una decisione formalizzata a conclusione degli interrogatori preventivi.
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