Mafia

Mazzarrino, confisca alla stidda dopo il blitz "Chimera": sotto chiave terreni e immobili

Già coinvolti nell'inchiesta antimafia "Chimera"

A cura di Redazione Redazione
27 ottobre 2026 10:25
Mazzarrino, confisca alla stidda dopo il blitz "Chimera": sotto chiave terreni e immobili  -
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Mazzarrino. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal Tribunale nisseno - Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, con il quale è stato disposto il sequestro di 30 terreni nonché di 2 unità immobiliari, per un valore complessivo di circa 200 mila euro, riconducibili a soggetti ritenuti intranei alla “stidda mazzarinese”. L’attività investigativa di aggressione patrimoniale è stata avviata su input della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Caltanissetta, a seguito delle risultanze emerse nel corso dell’operazione convenzionalmente denominata “Chimera”, effettuata dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela, da cui è emerso il ruolo di due mazzarinesi, rispettivamente reggente e partecipe della “stidda”, condannati con sentenza definitiva per reati connessi ad attività mafiose. Il profilo criminale risultante a carico dei coinvolti ha permesso di inquadrarli a livello di gravità indiziaria quali soggetti “pericolosi” e, pertanto, i finanzieri del Gruppo di Gela hanno effettuato nei loro confronti mirati approfondimenti diretti a verificare il sussistere delle condizioni previste dal codice antimafia (D.Lgs. n.159/2011) per l’applicazione delle misure di prevenzione a carattere patrimoniale. Il provvedimento odierno si inserisce nel solco di una più ampia attività di prevenzione patrimoniale che aveva già condotto, nei mesi precedenti, all’esecuzione del sequestro di 3 imprese, 2 unità immobiliari, 59 terreni, 13 veicoli - macchine agricole nonché di disponibilità finanziarie sempre nei confronti del predetto sodalizio. Nel corso di attività investigative, le Fiamme Gialle hanno effettuato altri accertamenti finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale dei proposti e dei relativi nuclei familiari, individuando ulteriori beni e disponibilità per un valore complessivo di circa 200 mila euro, direttamente o indirettamente riconducili ai suddetti, non compatibili con le fonti reddituali lecite prodotte e come tali chiaramente sintomatici di una chiara sproporzione, quantificata in oltre un milione di euro, tra le ricchezze concretamente accumulate e le fonti reddituali formalmente a disposizione. Pertanto, il patrimonio riconducile ai proposti è stato - come prevede la legge - ricondotto a proventi di attività delittuose, essenzialmente derivanti dall’operatività criminale dell’associazione a delinquere di tipo mafioso e dalla forte capacità del sodalizio di inserirsi nel tessuto economico-sociale. Il provvedimento è stato disposto in via anticipata, in attesa del contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la successiva confisca dei beni.

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