Spari in via XXIV maggio, ferito quarantaduenne: l'accusa di tentato omicidio, chiuse indagini
I pm della procura hanno chiuso le indagini a carico di chi ha agito. Si tratta di due giovani
Gela. Un anno fa, un quarantaduenne, Emanuele Cauchi, fu ferito a colpi di arma da fuoco, in via XXIV maggio, a poca distanza dalla villa comunale. I pm della procura hanno chiuso le indagini a carico di chi ha agito. Si tratta di due giovani, il diciannovenne Samuel Romano, che avrebbe materialmente sparato impugnando una pistola, e il ventenne Salvatore Falsaperla, che avrebbe attirato in quella zona proprio il quarantaduenne. L'accusa avanzata è di tentato omicidio. Per i pm e i carabinieri, Romano (difeso dall'avvocato Flavio Sinatra), sparando, avrebbe potuto uccidere. Secondo la versione resa dal giovane e dalla sua difesa, quei colpi – almeno cinque - non sarebbero stati esplosi per uccidere ma solo per evitare un'aggressione, dato che il quarantaduenne avrebbe avuto a disposizione un manganello. La dinamica fu ricostruita analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Tutto sarebbe da ricondurre a una precedente lite tra Romano e il figlio di Cauchi, sembra per ragioni di tipo sentimentale rispetto al rapporto con una giovane. Falsaperla (difeso dal legale Davide Limoncello), dopo l'arresto, riferì di essersi trovato in via XXIV maggio, in compagnia del coetaneo, ma senza sapere quali fossero le intenzioni di Romano. Vennero eseguite misure di custodia cautelare in carcere. Cauchi fu poi sottoposto a un intervento chirurgico, a causa delle ferite riportate. Le indagini sono state coordinate dalla procura, attraverso il procuratore capo Salvatore Vella e il sostituto procuratore Fabrizio Furnari.
26.6°