Spari e traffico di droga, oltre sessant'anni di detenzione ai Nastasi: condanne ad altri tre coinvolti
Per la posizione dei Nastasi, il gup ha emesso pronunce assai più pesanti delle richieste avanzate dalla Dda, che contestava inoltre l'accusa di mafia
Gela. Sono pesanti le condanne emesse dal gup del tribunale di Caltanissetta nei confronti di padre e due figli, accusati di un tentato omicidio e di aver gestito un giro di droga, in città. Ventinove anni e otto mesi sono stati imposti a Enrico Nastasi, già coinvolto in altre indagini. Insieme al figlio Orazio Nastasi, stando alle contestazioni, sparò a un rivale, Davide Raniolo, pare dopo un precedente alterco in un lido sul lungomare. Raniolo riportò ferite anche se non gravi. Orazio Nastasi è stato condannato, per questi fatti, a ventitré anni di detenzione. Dieci anni e quattro mesi per il fratello, Giovanni Nastasi, accusato di aver avuto un ruolo attivo nello spaccio di droga, proprio per conto dei familiari. Lo stesso Raniolo è stato condannato a un anno e nove mesi, perché avrebbe avuto la disponibilità di un'arma, spalleggiato da Maikol Vella, condannato a un anno e quattro mesi. Infine, quattro anni di reclusione è la pena imposta a Davide Sciandrello che secondo i pm nisseni e i poliziotti avrebbe preso parte alla compravendita di un notevole quantitativo di sostanze stupefacenti. Per la posizione dei Nastasi, il gup ha emesso pronunce assai più pesanti delle richieste avanzate dalla Dda, che contestava inoltre l'accusa di mafia. Le difese hanno messo in dubbio non solo un coinvolgimento diretto nel traffico di droga ma pure le modalità identificative rispetto al tentato omicidio. I legali, in attesa delle motivazioni, già valutano il ricorso in appello. Per la condanna ha concluso la parte civile, con l'Avvocatura dello Stato (avvocato Giuseppe Laspina). Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Dionisio Nastasi, Davide Limoncello, Giovanna Zappulla, Salvo Macrì e Gaspare Ragusa.
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