Spari a Scavone, in appello niente confronto tra chi esplose i colpi e il ferito

Il procedimento di appello bis si sta tenendo dopo l'annullamento con rinvio deciso dalla Corte di cassazione rispetto alla posizione del quarantenne Calogero Pirrone

21 ottobre 2026 22:15
Spari a Scavone, in appello niente confronto tra chi esplose i colpi e il ferito -
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Gela. Per il tentato omicidio di Scavone, quando diversi colpi di arma da fuoco vennero esplosi fra le palazzine dello Iacp, non ci sarà un confronto diretto, in aula, davanti ai giudici della Corte d'appello di Caltanissetta, tra il ferito, il quarantenne Fabio Argenti, e chi sparò, il sessantenne Luigi La Cognata, che ha da poco finito di scontare la pena definitiva proprio per questi fatti. I magistrati nisseni hanno deciso di procedere a esami testimoniali separati. Questa mattina, è stato sentito La Cognata. Nel corso della prossima udienza, dovrebbe essere il turno di Argenti. Il procedimento di appello bis si sta tenendo dopo l'annullamento con rinvio deciso dalla Corte di cassazione rispetto alla posizione del quarantenne Calogero Pirrone, a sua volta condannato in primo e secondo grado per tentato omicidio, a quattro anni. I magistrati romani accolsero però il ricorso difensivo, disponendo l'annullamento con rinvio nuovamente alla Corte d'appello. Per la difesa di Pirrone, sostenuta dall'avvocato Angelo Cafà, il quarantenne non ebbe alcun ruolo nel ferimento di Argenti. Secondo gli inquirenti, invece, l'imputato avrebbe spalleggiato La Cognata, in seguito a dissidi sorti con Argenti, che alla fine non riportò però ferite profonde. A carico di Pirrone erano già cadute le contestazioni relative alla disponibilità della pistola e l'aggravante mafiosa, venuta meno pure per La Cognata. Le ultime misure restrittive per Pirrone erano già state revocate negli scorsi mesi, su richiesta della difesa.

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