"Spaccate" per il crack, nucleo familiare rubava negli appartamenti: "C'è stata collaborazione cittadini"
Il procuratore capo Vella e il dirigente di polizia Giunta hanno sottolineato che le "spaccate" avvenivano soprattutto per procurarsi poi crack e cocaina da consumare
Gela. Alcuni degli arrestati erano già stati individuati e bloccati, negli scorsi mesi, per fatti analoghi. Sono più di dieci gli indagati adesso accusati di una lunga scia di furti e "spaccate", a danno di una decina di attività commerciali della città e abitazioni. Da gennaio e fino a maggio, i poliziotti del commissariato e la procura, guidata dal procuratore capo Salvatore Vella e con i sostituti Dina Aletta e Maddalena Guglielmino, hanno ricostruito i colpi in profumerie, centri scommesse, panifici, attività di ristorazione, parrucchierie e appunto abitazioni. In carcere finisce il quarantenne Carmelo Meroni, di recente già condannato per la spaccata a un panificio a Caposoprano. Arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per il venticinquenne Andrea Fava (a sua volta già arrestato per un'altra "spaccata" in una parrucchieria di via Venezia), il cinquantunenne Giacomo Molara e il quarantanovenne Carmine Palmisano. Obbligo di dimora per un altro pregiudicato, il quarantaseienne Benito Perotore, e obbligo di presentazione per il trentenne Carmelo Patrick Lizzio (la scorsa settimana condannato per scippi in città) e il quarantunenne Nunzio Catania. Il gip del tribunale Roberto Riggio ha ritenuto di non dover applicare misure a un altro coinvolto, il cinquantanovenne Rosario Maganuco. Sono in totale tre invece i componenti dello stesso nucleo familiare accusati di furti in abitazioni. Tra i destinatari di misura agli arresti domiciliari, Emmanuel Lo Chiano, Cinzia Giaquinta e Noemi Peritore (madre e figlia). Una delle giovani che colpiva lo faceva anche durate il periodo di gravidanza. Il procuratore capo Vella e il dirigente di polizia Giunta hanno sottolineato che le "spaccate" avvenivano soprattutto per procurarsi poi crack e cocaina da consumare. "Abbiamo avuto la collaborazione, soprattutto per i furti in abitazioni, di gruppi di cittadini che hanno fatto segnalazioni importanti", hanno detto sia il procuratore sia il dirigente di polizia.
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