"Le aree di Catania, Caltagirone e Gela, con un nuovo corridoio viario": approvata mozione
Stando alla mozione, va supportato il progetto di un nuovo corridoio viario che unisca l'area catanese, quella calatina e il territorio gelese
Gela. Ciclicamente la questione viene riproposta su piani istituzionali. Questa volta, è toccato al consiglio metropolitano di Catania che ha approvato una mozione, presentata dal consigliere Antonio Montemagno, finalizzata alla ripresa del progetto di completamento dell'asse viario della Catania-Gela, attraverso le statali 192 e 417 e fino all'innesto con la 117 bis a Gela. Stando alla mozione, va supportato il progetto di un nuovo corridoio viario che unisca l'area catanese, quella calatina e il territorio gelese. I vertici della Città metropolitana di Catania vengono invitati, ufficialmente, ad avviare interlocuzioni ministeriali, con Anas e con la Regione, con l'obiettivo di un progetto di arteria viaria extraurbana di tipo b, che vada ben oltre il territorio di Ramacca, estendendosi all'area calatina e a quella gelese. “La nostra proposta è di guardare ai prossimi decenni. Catania, il calatino e Gela possono essere parte di un unico corridoio infrastrutturale strategico. Adesso, grazie al voto unanime del consiglio metropolitano, questa non è più soltanto una proposta individuale, ma un indirizzo politico condiviso dall’intero consiglio. La Città Metropolitana può farsi portavoce di questa visione e aprire un confronto serio con Anas, governo nazionale e Regione Siciliana. Una statale 417 potenziata con caratteristiche di tipo b da Catania fino all’innesto con la statale 117 bis potrebbe assumere una funzione che va ben oltre il territorio del calatino, diventando un asse alternativo e complementare alla rete autostradale esistente, contribuendo a distribuire e decongestionare i flussi di traffico della Sicilia orientale e garantendo una maggiore resilienza dell’intero sistema viario”, ha spiegato il consigliere forzista Montemagno. Anche nel recente passato c'erano state iniziative con gli organi istituzionali di questi territori, nel tentativo di mettere insieme le forze, anche se a oggi non ci sono stati sviluppi progettuali particolari.
30.3°