Spaccate in città, l’ipotesi della Procura: “Possibile sistema organizzato dietro i colpi”
Otto spaccate in poche settimane. La Procura ipotizza una possibile regia organizzata. Cresce l’allarme tra i commercianti.
Gela. Non solo episodi isolati, ma un fenomeno che potrebbe avere una regia precisa. È questa la lettura che emerge dalle indagini sulle spaccate che, nelle ultime settimane, hanno colpito la città.
Sono almeno otto i colpi registrati tra centro storico e altre zone urbane: alcuni riusciti, altri sventati. Un’escalation che ha acceso i riflettori della Procura e alimentato la preoccupazione tra i commercianti, già alle prese con danni economici e un crescente senso di insicurezza.
A delineare un quadro più complesso è il procuratore Vella, che invita a non ridurre il fenomeno a semplice microcriminalità.
“Abbiamo registrato la presenza di gruppi organizzati che si dedicano a questa attività”, spiega. Un’affermazione che apre a uno scenario diverso rispetto al passato, dove le spaccate venivano spesso ricondotte a iniziative sporadiche.
Secondo quanto riferito dalla Procura, alcuni elementi farebbero pensare a modalità operative ricorrenti: interventi rapidi, obiettivi mirati e dinamiche simili tra un episodio e l’altro. Indicatori che potrebbero suggerire una pianificazione e una certa esperienza da parte degli autori.
“Non si tratta soltanto del singolo soggetto che agisce per necessità – aggiunge Vella – ma di fenomeni legati anche ad attività criminali strutturate”.
In questo contesto, le spaccate potrebbero rappresentare una vera e propria fonte di guadagno per gruppi attivi su più fronti, capaci di muoversi sul territorio individuando bersagli vulnerabili e agendo con rapidità.
Intanto, tra gli esercenti cresce l’allarme. C’è chi parla di paura diffusa e chiede un rafforzamento dei controlli, soprattutto nelle ore notturne.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti tra i diversi episodi e risalire ai responsabili. Sullo sfondo resta il sospetto di un fenomeno in evoluzione, che potrebbe andare oltre il singolo furto e configurarsi come un sistema organizzato.
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