"Soccorso finanziario" a Ghelas da 383 mila euro, "fu danno erariale": Greco e Depetro devono pagare
L'ex sindaco impugnerà la decisione. "Fu una ricapitalizzazione legittima e dovuta. Prevalse l'interesse pubblico", dice Greco
Gela. Non furono operazioni di semplice ricapitalizzazione, per consentire alla società in house Ghelas multiservizi di ritornare almeno alla soglia minima, ma si trattò di “soccorso finanziario” da parte dell'ente comunale, in violazione della disciplina in materia. I giudici della Corte dei Conti regionale hanno riscontrato la responsabilità, per danno erariale, dell'ex sindaco Lucio Greco e dell'allora dirigente finanziario Alberto Depetro. L'operazione finita al centro delle valutazioni della procura presso la Corte dei Conti, in fase di verifica, riguardò il trasferimento al capitale della multiservizi di una somma di 383.902,00 euro, corrispondente “alle perdite non ripianate al 31 dicembre 2018” e fatte registrare proprio da Ghelas. La multiservizi arrivava da almeno tre esercizi in perdita e l'allora sindaco, con l'assenso tecnico del dirigente finanziario, autorizzò la ricapitalizzazione. Per le difese, si trattò di scelte amministrative legittime a tutela della tenuta della società. Secondo i giudici della sezione giurisdizionale Corte dei Conti, che hanno emesso le motivazioni, quella determinazione, con l'uso di fondi pubblici, fu un danno erariale. Il “soccorso finanziario”, per i magistrati contabili, avvenne inoltre senza un previo piano di risanamento dell'azienda, che affrontava gestioni segnate da perdite. Stando alla Corte, anche dopo la ricapitalizzazione non ci sarebbero stati interventi strutturali per riportare finanziariamente in linea l'azienda: il controllo analogo non venne attivato. I difensori dell'ex sindaco e dell'allora dirigente hanno insistito sul fatto che quell'intervento si pose per riportare il capitale sociale di Ghelas alla quota minima di 400 mila euro. Indicazioni che i giudici non hanno ritenuto fondate. Il periodo esaminato è quello tra settembre e dicembre 2019. Nel corso dell'analisi che ha portato alla decisione, proprio i magistrati contabili hanno condotto un excursus sulla condizione di allora dell'in house e sugli sviluppi successivi. L'attuale gestione sta puntando a un risanamento completo seppur permane un'incertezza estrema intorno al capitolo dei fondi pensione dei lavoratori e delle quote che nel tempo non sono state garantite. Greco dovrà versare una somma di circa 69 mila euro in favore dell'ente comunale. Poco più di 34 mila euro sono stati calcolati per Depetro. In entrambi i casi, è stata esercitata la facoltà di riduzione degli importi. La quota iniziale da versare per l'ex primo cittadino era stata stimata in almeno 230 mila euro. Per Depetro, quella senza riduzione era pari a 115 mila euro. "Per quanto mi riguarda - dice l'ex primo cittadino - impugnerò questa decisione. Ritengo che ci sia stata una valutazione errata dell'operazione che fu condotta per Ghelas, pur rispettando le motivazioni emesse dalla Corte dei Conti. Mi ero da poco insediato e trovai una situazione finanziaria di Ghelas con perdite. Fu una ricapitalizzazione legittima e dovuta. Prevalse l'interesse pubblico. Mi sono mosso sulla base base di ciò che suggeriva, in quel momento, il dirigente. C'era la necessità di salvaguardare servizi essenziali. Gran parte del personale di Ghelas è essenziale negli uffici comunali e non volevo che si potesse fermare tutto. C'erano perdite di esercizio per Ghelas dal 2016 al 2018. Fu un'operazione accompagnata da un piano di risanamento". Gli stessi magistrati contabili non hanno individuato i presupposti di una responsabilità, sull'operazione ritenuta dannosa per il Comune, in capo all'ex segretario generale del municipio, Giovanna Divono, a sua volta finita nel procedimento.
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