"Sistema rifiuti" turba ancora, Grisanti ribalta: "Partiti del modello Gela hanno influito per propri interessi"

Intorno al “sistema rifiuti”, il centrodestra locale si prende una sorta di rivincita parziale, dopo la sconfitta del 2024

16 luglio 2026 09:45
"Sistema rifiuti" turba ancora, Grisanti ribalta: "Partiti del modello Gela hanno influito per propri interessi" - Grisanti e il consigliere comunale FdI Sara Cavallo
Grisanti e il consigliere comunale FdI Sara Cavallo
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Gela. La nomina dell'ingegnere Grazia Cosentino a manager della società in house Impianti Srr pare ormai sdoganare quello che in campagna elettorale, due anni fa, venne denunciato come “governo ombra delle Srr”. Intorno al “sistema rifiuti”, il centrodestra locale si prende una sorta di rivincita parziale, dopo la sconfitta del 2024. Ieri, non sono mancati gli interventi del consigliere comunale d'area Gabriele Pellegrino, dei forzisti e dell'esponente Dc Giuseppe Licata (tra i primi a volere Cosentino alla testa della coalizione di centrodestra alle amministrative). I meloniani, addirittura, ribaltano il campo e accusano i partiti della maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano di aver messo loro le mani nel “sistema rifiuti”. “La recente nomina dell’ingegnere Cosentino alla guida di Impianti Srr, disposta dal commissario nominato dal gip del tribunale di Caltanissetta nell’ambito della nota inchiesta che coinvolge il precedente manager, impone una riflessione seria che già oggi consente di sgomberare il campo da una narrazione politica agitata per mesi in modo strumentale. In un quadro in cui il principio di garantismo deve rimanere saldo – dice il coordinatore FdI Pierpaolo Grisanti - perché le indagini non possono mai trasformarsi in condanne preventive, è tuttavia doveroso rilevare come esponenti del cosiddetto campo progressista, civico e autonomista abbiano accusato il centrodestra cittadino di essere asservito o supino a presunti sistemi di gestione del ciclo dei rifiuti. Oggi, proprio le decisioni assunte evidentemente con l’avallo degli organi giudiziari dimostrano che quelle accuse erano infondate e costruite più per convenienza politica che per adesione alla realtà. A questo punto è necessario ricordare che, se qualcuno è stato realmente organico al sistema di gestione del ciclo dei rifiuti, quel qualcuno va ricercato tra i partiti che governano attualmente la città con il cosiddetto “modello Gela”. Sono gli stessi partiti e movimenti che, attraverso propri esponenti regionali, hanno determinato nomine, commissariamenti e assetti che hanno consentito e stanno tuttora consentendo una gestione diretta di segmenti rilevanti del sistema”. Grisanti si spinge oltre e pone il dubbio, politico e non, che chi oggi denuncia la questione morale, che sul territorio ha spazzato via pezzi importanti del centrodestra, abbia interceduto nella governance del ciclo rifiuti. “Rimane però un interrogativo che non può essere eluso: tra coloro che negli ultimi mesi hanno impartito lezioni di moralità, invocato pulizia e trasparenza e si sono eretti a custodi dell’etica pubblica, c'è forse chi, in passato, ha avanzato segnalazioni o attenzioni volte a orientare determinate scelte gestionali? Una domanda legittima, perché proprio in città non sono mai mancati politici dalla moralità selettiva, pronti a indignarsi a giorni alterni mentre, lontani dai riflettori – conclude - coltivano relazioni e sollecitazioni tese più alla tutela di interessi di bottega che dell’interesse pubblico. Come sempre, sarà il tempo a dirci la verità: una verità che arriva puntuale, anche quando qualcuno prova a nasconderla dietro la propaganda”.

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