"Sindaco critica su piano personale", Donegani: "Su bilancio feste da Coppa campioni e poca serietà"
E' evidente che la linea esposta da Donegani diverge da quella del sindaco, sul tema bilancio
Gela. Potenzialmente, già dai tempi dell'agorà del 2024, avrebbero potuto mettere insieme un'alleanza politica condivisa. L'intesa però non si è mai veramente concretizzata, salvo brevi sprazzi di dialogo. Il nuovo anno rende ancora più ampie le distanze politiche e amministrative tra il segretario regionale di “PeR” Miguel Donegani e il sindaco Terenziano Di Stefano. Come abbiamo riferito in questi giorni, il bilancio stabilmente riequilibrato e le mosse messe in campo dall'amministrazione non entusiasmano Donegani e “PeR”, a partire dai festeggiamenti “da finale di Coppa dei campioni”, dice l'ex parlamentare Ars, organizzati dal sindaco e dalla sua maggioranza, non appena lo strumento finanziario ha ottenuto il sì del civico consesso ma senza attendere il vaglio ministeriale, ancora in corso. Di Stefano, questa mattina, è stato netto e ha ricordato che Donegani fece parte di amministrazioni che hanno contribuito a causare le attuali condizioni dell'ente municipale. “Non entro e non entrerò nel terreno personale in cui il sindaco ha scelto di spostare il confronto. Io continuo a parlare di fatti, atti e responsabilità politiche, perché è questo che interessa ai cittadini. Ho posto una questione semplice e legittima – spiega Donegani - i tempi dell’uscita dal dissesto si sono allungati e su questo è doveroso essere chiari e trasparenti, senza creare illusioni. Ricordo al sindaco, non per polemica ma per correttezza storica, che la sua presenza e responsabilità politica in questa città non iniziano oggi. È stato vicesindaco per cinque anni, consigliere comunale e protagonista della vita amministrativa negli anni in cui si sono accumulate criticità finanziarie rilevanti”. Ancora una volta, Donegani ritiene che andare indietro nel tempo non serve a risolvere questioni finanziariamente pesanti. “La Corte dei Conti ha accertato che il dissesto ha cause precise, riconducibili a scelte e gestioni stratificatesi nel tempo, anche negli anni in cui l’attuale sindaco ricopriva ruoli di piena responsabilità politica. Continuare a tirare in ballo Aldisio o Gelone, uomini della storia antica, può anche risultare suggestivo dal punto di vista narrativo ma non aiuta a chiarire le responsabilità politiche di chi ha governato negli ultimi anni. Ho inoltre criticato, e lo ribadisco – aggiunge - i festeggiamenti trionfalistici, da vittoria della Coppa dei campioni, messi in scena per un atto propedeutico. Un atteggiamento che dice molto sulla serietà con cui si governa una città complessa come Gela, dove i cittadini attendono risultati concreti e non celebrazioni premature”. E' evidente che la linea esposta da Donegani diverge da quella del sindaco, sul tema bilancio. “Nessuno ha mai sostenuto che l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato sia la causa dei problemi. Ho detto e confermo – conclude l'esponente di “PeR” - che non coincide con l’uscita dal dissesto, che potrà avvenire solo con il decreto ministeriale, dopo le integrazioni richieste. Dire questo non è mistificare, è dire la verità ai cittadini. Il punto politico resta uno solo: quando si comunicano risultati, bisogna distinguere tra atti propedeutici e risultati finali, per rispetto verso una comunità che da anni paga tasse elevate e subisce vincoli pesantissimi. Se il sindaco vuole il confronto, lo faccia nel merito. Se invece sceglie di rispondere con attacchi personali e livore, dimostra ancora una volta la difficoltà a reggere un confronto politico serio. Io continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: studiare i dossier, dire la verità ai cittadini e chiedere responsabilità a chi governa. Senza alibi, senza mistificazioni e senza sconti per nessuno".
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