Si autoaccusò di una rapina in un supermercato, giovane assolto: "Non l'ha commessa"
Le sue dichiarazioni, formalizzate davanti agli agenti di polizia del commissariato, portarono all'avvio di un'indagine e al successivo giudizio a suo carico
Gela. Assolto “per non aver commesso il fatto”. Così, il collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Francesca Pulvirenti, si è espresso rispetto alle contestazioni mosse a Francesco Ascia, ritenuto responsabile di una rapina, risalente a sette anni fa. Il ventiseienne, attualmente ristretto per aver accoltellato il parroco della chiesa del Carmine, si era autoaccusato della rapina in un supermercato della città. Le sue dichiarazioni, formalizzate davanti agli agenti di polizia del commissariato, portarono all'avvio di un'indagine e al successivo giudizio a suo carico. Al termine del dibattimento, la procura ha concluso richiedendo la condanna a due anni per il giovane, ritenuto credibile anche rispetto ai particolari che indicò alle forze dell'ordine. Per la difesa, sostenuta dall'avvocato Carmelo Tuccio, invece, quanto riferito da Ascia sarebbe stato privo di riscontri e sulle sue dichiarazioni avrebbero influito le condizioni psichiche, dato che venne più volte sottoposto a perizia specialistica che ha accertato un suo stato di incapacità. Secondo la difesa, inoltre, il ritenersi responsabile della rapina sarebbe effetto di una tendenza dell'imputato a considerarsi inserito nel contesto criminale ma senza alcun collegamento concreto alla realtà dei fatti. Il collegio penale, nel dispositivo finale, ha concluso per l'assoluzione.
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