Sgomberi Iacp, relazione trasmessa alla Regione: Di Stefano, "troppi alloggi murati e chi ha bisogno è fuori"
Le incongruenze non mancano mentre da settimane diverse famiglie di occupanti si trovano in bilico e c'è già chi ha dovuto lasciare l'abitazione, nonostante la presenza di bambini molto piccoli
Gela. Una relazione in giornata già trasmessa al servizio regionale che segue gli Iacp e una serie di richieste pratiche per andare incontro “a situazioni di estremo bisogno”. Il sindaco Terenziano Di Stefano, insieme all'assessore ai servizi sociali Valeria Caci, continua a seguire il delicato fronte delle famiglie che rischiano lo sgombero dagli immobili Iacp o che l'hanno già dovuto affrontare. Si è tenuto un incontro in sede regionale. “La situazione rimane allarmante – dice il sindaco – però, ho chiesto che il caso di Gela sia oggetto di un'attenta valutazione. Non è accettabile che in città lo Iacp abbia decine e decine di immobili murati e non assegnati. Inoltre, quando si attuano gli sgomberi delle famiglie che hanno occupato si procede addirittura danneggiando sanitari, sistemi elettrici e idrici. Cosa ancora più strana è che gli immobili che vengono liberati non sono direttamente assegnati a chi ne ha diritto. Oppure, accade che gli aventi diritto si trovano con immobili danneggiati e lo Iacp non ha risorse per la riparazione”. Le incongruenze non mancano mentre da settimane diverse famiglie di occupanti si trovano in bilico e c'è già chi ha dovuto lasciare l'abitazione, nonostante la presenza di bambini molto piccoli. “Ai responsabili del servizio regionale – aggiunge Di Stefano – abbiamo chiesto anzitutto di intervenire per prolungare fino al 2024 la normativa che permette la regolarizzazione degli occupanti, attualmente ferma al limite temporale del 31 dicembre 2017. Inoltre, abbiamo insistito per avere almeno un termine di sei mesi così da condurre una verifica dettagliata dell'effettiva esigenza abitativa. Non è possibile che chi ha veramente bisogno di una casa, che ha occupato per necessità, spesso facendo lavori a proprie spese, non possa trovare una collocazione stabile mentre tanti alloggi popolari rimangono murati, danneggiati e vuoti. Il termine lo abbiamo chiesto inoltre per riaprire la nostra graduatoria. La normativa in materia non permette a chi ha occupato di essere inserito in elenco ma questo non vale se si tratta di una coppia di coniugi, quando solo uno dei due ha violato la legge occupando. Si parte sempre dal presupposto, giusto, che nessuno può giustificare l'occupazione senza titolo. Però, la legalità, ritengo, deve contemplare pure il bisogno e la condizione di estrema indigenza”. Una soluzione generale non c'è ancora e a questo punto solo dalla Regione possono arrivare aperture alle richieste dell'amministrazione comunale e degli occupanti.
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