Schianto mortale, feriti anche gelesi: perito, "autotrasportatore fuori da ogni limite"
Un quadro che sta alla base dell'attività investigativa
Caltagirone. Una condotta di guida che avrebbe infranto molteplici limiti di velocità e non solo, fino a permettergli di coprire il viaggio da Firenze a Bagheria, in provincia di Palermo, in meno di dodici ore, alla guida del suo tir carico di merce. E' emerso anche questo dall'esame del perito incaricato di ricostruire la dinamica di quanto accaduto un anno fa, lungo un tratto della statale Gela-Catania, a ridosso di Caltagirone, quando un tir impattò contro diverse auto, causando la morte di padre e figlia, il settantenne Giuseppe Ruscica e la trentenne Martina Ruscica. Rimase gravemente ferita Giovanna Denaro, moglie di Giuseppe Ruscica e madre di Martina Ruscica. Tra i feriti, in condizioni subito critiche, una coppia di gelesi, lui operaio e lei avvocato. A bordo della loro Range Rover, che andò distrutta, c'era inoltre il piccolo figlio, che fortunatamente non riportò ferite profonde ma rimase in stato di shock. L'unico indagato, accusato di omicidio stradale plurimo, è l'autotrasportatore che conduceva il mezzo pesante, per conto di una ditta gelese. Si tratta di un sessantaduenne palermitano. Per il perito incaricato, che ha riferito davanti al gip del tribunale di Caltagirone, in fase di incidente probatorio, l'autotrasportatore avrebbe iniziato una serie di sorpassi non cosentiti, tenendo già da prima una condotta di guida fuori dai limiti di norma. A un certo punto, non sarebbe più riuscito a rientrare nella corsia di riferimento, travolgendo le auto che procedevano nel senso opposto. L'indagato ha precedenti penali e a inizio anno per lui era diventata irrevocabile una sentenza di condanna per “lesioni personali stradali”, sempre in relazione a infrazioni del codice della strada. Stando alla ricostruzione del perito, l'indagato non avrebbe neanche rispettato le pause previste durante il viaggio condotto per il trasporto. Un quadro che sta alla base dell'attività investigativa. A novembre, toccherà invece al consulente della difesa esporre la propria valutazione tecnica. La coppia gelese sta seguendo l'evolversi del procedimento penale, assistita dall'avvocato Giuseppe Cascino.
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