Scerra: "Di Stefano mi propose consulenza ma rifiutai, accordo c'era già prima del ballottaggio"
Né l'ex consigliere comunale né il primo cittadino negano che le interlocuzioni e il dialogo vanno avanti, “ci sentiamo spesso su temi precisi e Scerra dà il suo contributo”, ha confermato Di Stefano
Gela. “L'accordo con il sindaco Di Stefano? C'era già ben prima del ballottaggio di due anni fa”. L'ex candidato alla fascia tricolore Salvatore Scerra, già consigliere comunale e attualmente in orbita soprattutto civica, l'ha spiegato nel corso dell'approfondimento giornalistico “Agorà”, condotto da Franco Gallo. “Avevamo già stabilito – ha continuato Scerra – che se uno dei due avesse raggiunto il ballottaggio, avrebbe poi sostenuto l'altro. Così, è stato”. Ancora una volta, Scerra, che proprio nella tornata elettorale di due anni fa lasciò definitivamente Fratelli d'Italia, ha confermato l'intesa con il sindaco. “A me, non interessa nulla dei partiti che sono alleati del sindaco – ha precisato – non ho mai avuto un accordo con i partiti. Ho sostenuto l'uomo Terenziano Di Stefano, che conosco fin da quando eravamo piccoli. Entrambi abbiamo sempre avuto il sogno di guidare la città e lui c'è riuscito e mi ha fatto piacere. Non ho mai chiesto niente al sindaco. Anzi, all'inizio è stato lui a propormi di fare da consulente. Io rifiutai perché non sono un tecnico. Gli dissi che se si fossero determinate le condizioni dell'accordo elettorale, allora avremmo potuto valutare. Ci sono punti specifici. La mia non è una mera e generica volontà di stare in giunta e basta”. Scerra ha anche spiegato che nei giorni convulsi che precedettero le urne del ballottaggio, con in lizza Di Stefano e l'ingegnere Grazia Cosentino, candidata del centrodestra, propose un apparentamento tra la sua coalizione, ribattezzata “Alleanza per Gela”, e quella dell'attuale primo cittadino. “L'ho pregato per una settimana perché volevo garantire i miei candidati che ottennero risultati elettorali importanti, non tanto per me – ha aggiunto - Di Stefano, alla fine, per le stesse ragioni, decise di non fare apparentamenti”. I discorsi con il centrodestra, nonostante sia stato spesso avvicinato all'Mpa e alla Lega, per Scerra, allo stato, sembrano chiusi. “Io sono soprattutto un uomo libero e coerente – ha detto ancora – ho fatto un'esperienza di dieci anni in consiglio comunale, sempre all'opposizione. Due anni fa, ho distrutto il centrodestra locale. La sconfitta di quest'area politica non è colpa mia ma è proprio il centrodestra che ha voluto perdere, candidando un soggetto esterno, voluto da Roma o da Palermo. E' come l'attaccante che fa venticinque gol a campionato ma non viene convocato in nazionale, dove gli si preferisce un altro giocatore, magari figlio di oppure raccomandato. Se il centrodestra avesse scelto un esponente che ha fatto l'opposizione in consiglio, con esperienza, io sarei stato al suo fianco. Invece, così non è stato. L'accordo con il centrodestra, da parte mia, non c'è mai stato. Sono stato sicuramente indebolito, a un certo punto, da alleati che progressivamente si schieravano o con Di Stefano o con Cosentino, senza attendere un mio pronunciamento ufficiale. In cuor mio, già sapevo dove andare. Io e Di Stefano, a un certo punto, ci siamo trovati soli e senza padrini abbiamo deciso”. Ormai ciclicamente, quello di Scerra è uno dei potenziali nomi che si fa per un'eventuale fase “nuova” della giunta Di Stefano. “Non ho mai chiesto niente – ha concluso proprio Scerra – il sindaco è libero di continuare con la sua giunta”. Né l'ex consigliere comunale né il primo cittadino negano che le interlocuzioni e il dialogo vanno avanti, “ci sentiamo spesso su temi precisi e Scerra dà il suo contributo”, ha confermato Di Stefano. Al di là delle “confessioni” serali, pare comunque assai difficile che l'ex candidato a sindaco (frenato pure dal recente rinvio a giudizio nella vicenda Ipab) possa trovare collocazione in una giunta che il sindaco, fino a ora, ha sempre confermato e che fa perno su forze progressiste e civiche.
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