Sanità, Fp-Cgil cerca di smorzare le polemiche: "Mai alimentato contrapposizione tra Gela e Caltanissetta"

Ieri, il capogruppo consiliare del Pd Gaetano Orlando è stato molto critico verso la posizione del sindacato

22 settembre 2026 09:55
Sanità, Fp-Cgil cerca di smorzare le polemiche: "Mai alimentato contrapposizione tra Gela e Caltanissetta" -
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Gela. La segreteria provinciale della Fp-Cgil cerca di fare maggiore chiarezza rispetto alla disamina resa pubblica ieri, quando è stato toccato il tema dei possibili trasferimenti di medici dal pronto soccorso dell'ospedale Sant'Elia a quello del Vittorio Emanuele. Per il sindacato, non si può creare un'emergenza, a Caltanissetta, per sanare quelle del nosocomio gelese, oggetto di una vertenza che va avanti quasi cinquanta giorni. Ieri, il capogruppo consiliare del Pd Gaetano Orlando è stato molto critico verso la posizione del sindacato. "Non è mai stata messa in discussione la necessità di sostenere e rafforzare il pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Le criticità del presidio gelese sono note e sono state più volte denunciate anche dalla Fp-Cgil, insieme alla richiesta di interventi concreti per il rafforzamento degli organici e dei servizi sanitari. Non abbiamo mai sostenuto che Gela non debba essere sorretta – dice Sandro Pagaria segretario generale territoriale della Fp-Cgil – abbiamo posto una questione di metodo: quando le risorse sono insufficienti, ogni scelta deve essere valutata considerando gli effetti sull’intera rete ospedaliera. Tutelare un presidio non può significare creare una nuova criticità altrove. La questione sollevata riguarda, pertanto, le modalità con cui vengono organizzate e distribuite le risorse disponibili. Per questo motivo, intendiamo acquisire direttamente gli elementi necessari per comprendere l’effettiva organizzazione dei servizi del presidio di Gela. A tal fine, sarà formalmente richiesta al responsabile del presidio ospedaliero di Gela la documentazione relativa alle turnazioni dei diversi reparti, con particolare attenzione ai servizi dell’emergenza-urgenza, così da poter verificare l’effettiva copertura dei turni, il fabbisogno di personale e le modalità con cui vengono organizzate le presenze mediche. Non vogliamo fermarci alle dichiarazioni o alle contrapposizioni. Vogliamo conoscere i dati e verificare come vengono concretamente organizzati i servizi. Le turnazioni dei reparti, soprattutto quelli dell’emergenza-urgenza, sono un elemento fondamentale per comprendere se e dove esistano effettive scoperture e quali siano le esigenze reali di personale. È inoltre necessario verificare tutte le soluzioni organizzative concretamente praticabili, nel rispetto delle competenze professionali e della funzionalità dei singoli servizi, compresa la possibilità di valorizzare le professionalità disponibili nell’area di riferimento e, laddove possibile, il contributo dei pronto soccorso di tutti i presidi, senza determinare nuove scoperture. Il tema non è stabilire quale territorio debba ricevere più attenzione. Il punto è costruire una gestione dell’emergenza-urgenza che tenga insieme le esigenze dei diversi presidi. Se un medico viene spostato, bisogna essere certi che il presidio di provenienza possa continuare a garantire adeguati livelli assistenziali. Il diritto alla salute deve essere garantito in tutti i territori della provincia. Gela, Caltanissetta, Mussomeli, Niscemi e Mazzarino sono parti dello stesso sistema sanitario provinciale. Non ha senso contrapporle. Occorre invece chiedere all’Asp e alla Regione una programmazione che tenga conto dei fabbisogni complessivi e che consenta di superare la gestione delle emergenze attraverso continui spostamenti di personale. Abbiamo già evidenziato nei mesi scorsi le carenze di personale presenti nei principali presidi ospedalieri della provincia, chiedendo un piano stabile di assunzioni e un rafforzamento strutturale dell’emergenza-urgenza. Siamo disponibili a confrontarci con tutti gli interlocutori istituzionali sulle soluzioni necessarie per Gela e per gli altri presidi. Ma il confronto deve produrre risposte concrete: nuove assunzioni, una programmazione stabile dei fabbisogni e un’organizzazione capace di garantire continuità e sicurezza dei servizi. Gela e Caltanissetta non possono e non devono essere messe in contrapposizione. La tutela della salute dei cittadini deve riguardare l’intero territorio provinciale".

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