Sanità, Biundo torna a protestare: “Per curarmi devo andare fuori città, Gela è stata dimenticata”

A un anno dalla prima protesta, Vincenzo Biundo torna in piazza contro le carenze sanitarie: “A Gela mancano servizi essenziali”.

09 giugno 2026 12:44
Sanità, Biundo torna a protestare: “Per curarmi devo andare fuori città, Gela è stata dimenticata” -
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Gela. A distanza di un anno dalla sua prima protesta davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, Vincenzo Biundo torna a far sentire la sua voce contro le carenze della sanità locale. L'operaio gelese ha scelto piazza San Francesco, sotto la statua di Salvatore Aldisio, per denunciare ancora una volta le difficoltà che, a suo dire, lui e tanti altri cittadini sono costretti ad affrontare per ottenere cure e prestazioni sanitarie.

Lo scorso anno Biundo aveva richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica con un cartello contro l'assenza della risonanza magnetica. Oggi la sua battaglia riguarda un altro fronte: l'impossibilità di accedere a percorsi riabilitativi e a servizi specialistici senza essere costretto a spostarsi fuori città.

«È già quasi un anno che ho fatto quella protesta e oggi purtroppo non sto vedendo risultati positivi per la mia situazione», racconta. «Da un anno faccio avanti e indietro dall'Humanitas di Catania e qualche mese fa mi hanno riscontrato una pregressa frattura al coccige e all'osso sacro».

Una diagnosi che ha aggravato le difficoltà quotidiane. «Non sono nelle condizioni di viaggiare. Ogni dieci minuti devo fermarmi, scendere dalla macchina, camminare un po' e poi ripartire», spiega. Biundo, tuttavia, tiene a sottolineare la professionalità della struttura che lo ha seguito: «Devo dare atto che l'Humanitas ha lavorato bene. Ho scoperto questa frattura perché continuavo ad avere forti dolori alla schiena e alla colonna vertebrale».

Il problema, però, riguarda il percorso successivo alle diagnosi. «Ho bisogno di una terapia riabilitativa ma oggi non posso farla perché non esiste una struttura convenzionata che possa seguire il mio caso», denuncia. Da qui la domanda che rilancia pubblicamente: «Perché a Gela non deve esserci una fisioterapia convenzionata adeguata? A Ragusa c'è, a Catania c'è, a Caltanissetta ci sono addirittura due strutture ambulatoriali convenzionate. Qui sembra di essere tornati indietro nel tempo».

La protesta si allarga poi ad altre criticità del sistema sanitario locale. «Ho avuto bisogno anche di esami neurologici e mi sono sentito dire che a Gela non si possono fare, perchè manca la neurologia e che diversi reparti sono stati depotenziati», afferma.

Per Biundo il problema non riguarda soltanto la sua esperienza personale ma coinvolge l'intera comunità. «Una città come Gela non merita tutto questo. Siamo un territorio che da anni convive con tante problematiche sanitarie e i cittadini non possono essere costretti a continui viaggi per curarsi».

Davanti alla statua di Salvatore Aldisio, simbolicamente circondato da diverse bandiere, l'operaio ha lanciato infine un appello alle istituzioni. «La politica deve fare qualcosa e non ci devono essere colori politici. Io spero che si trovi una soluzione per tutti quelli che soffrono. La salute dovrebbe unire e non creare ulteriori difficoltà».

Una protesta solitaria, ma che riporta al centro dell'attenzione il tema dell'accesso alle cure e dei servizi sanitari in un territorio che continua a chiedere risposte.

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