Royalties per ripristinare le strade, Donegani: "Non c'è il liberi tutti"

I giudici contabili, come abbiamo riferito, hanno aperto possibilità in tal senso, con preci criteri

29 aprile 2026 10:58
Royalties per ripristinare le strade, Donegani: "Non c'è il liberi tutti" -
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Gela. "Serve programmazione senza trasformare le royalties in bancomat per gli interventi ordinari di manutenzione". Il segretario regionale di "PeR" Miguel Donegani, dirigente regionale di "Controcorrente", dà una propria interpretazione al parere rilasciato dalla Corte dei Conti, circa la possibilità dell'uso di una parte delle royalties incassate dal municipio per il ripristino delle strade. L'amministrazione comunale, attraverso il sindaco Terenziano Di Stefano, si è rivolta ai giudici contabili proprio per avere una valutazione sul tema, vista la mancanza di un bilancio a causa dello stato di dissesto. I giudici contabili, come abbiamo riferito, hanno aperto possibilità in tal senso, con preci criteri. "La Corte dei Conti non ha dato alcun “liberi tutti” sull’utilizzo delle royalties. Leggere il parere in questo modo sarebbe una semplificazione pericolosa e, soprattutto, giuridicamente scorretta. La Corte afferma una cosa diversa: l’utilizzo delle royalties può essere ammesso solo in presenza di condizioni ben precise, cioè quando si tratta di interventi urgenti, riconducibili alla somma urgenza, finalizzati alla tutela della sicurezza pubblica, dell’incolumità dei cittadini e alla prevenzione di danni patrimoniali certi e gravi per l’ente. Non si parla quindi di manutenzione ordinaria né di semplice copertura delle buche stradali. Le royalties nascono come strumento di compensazione territoriale per gli impatti derivanti dalle attività estrattive e industriali. Per questo motivo, la loro destinazione deve mantenere una coerenza con finalità di tutela ambientale, mitigazione del rischio, sicurezza del territorio e salvaguardia delle aree maggiormente esposte. Parliamo di costoni, dissesto idrogeologico, viabilità in aree sensibili, strade connesse a siti di interesse ambientale o infrastrutture la cui compromissione può determinare rischi reali per la collettività", dice Donegani. I giudici contabili hanno analizzato, nel parere richiesto dall'amministrazione comunale, più disposizioni normative in materia di royalties, sottolineando che la condizione di dissesto non pone un muro all'uso di questi fondi. "Questo non significa ignorare il problema gravissimo delle buche cittadine, che oggi rappresentano un’emergenza evidente e senza precedenti per estensione, pericolosità e impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Ma proprio per questo serve una programmazione seria: a breve, medio e lungo termine. E non tocca alla corte dei conti farla. Ma a chi amministra e alla politica. Gli interventi urgenti vanno affrontati subito per garantire sicurezza e prevenire danni, ma la manutenzione complessiva della rete viaria non può essere affidata soltanto a misure straordinarie o interpretazioni forzate delle royalties. Pensare di utilizzare questi fondi come un semplice bancomat per la manutenzione ordinaria sarebbe un errore politico e amministrativo. Serve serietà, serve rigore e serve rispetto delle norme. La Corte dei Conti non autorizza scorciatoie: richiama invece la responsabilità piena dell’ente nelle scelte e nella corretta motivazione degli interventi. La politica deve dire la verità ai cittadini, non costruire facili slogan. Le royalties non sono un fondo tappabuche. Sono risorse straordinarie che vanno utilizzate con responsabilità, visione e nel rispetto della loro funzione originaria", conclude Donegani.

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