Ristori a rilento, verifiche in corso: a Niscemi arrivano i tecnici Irfis

Dopo lo scontro sui ritardi nei ristori post-frana, con accuse di burocrazia e repliche dell’Irfis, a Niscemi si prova ora a sbloccare le pratiche ferme.

19 marzo 2026 13:19
Ristori a rilento, verifiche in corso: a Niscemi arrivano i tecnici Irfis -
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Niscemi. Dopo giorni di polemiche e accuse di burocrazia, a Niscemi si tenta di sbloccare i ristori post-frana destinati a imprese e liberi professionisti. La polemica esplosa nei giorni scorsi a Niscemi sui ristori nasce dai ritardi nei pagamenti e dalla richiesta di nuova documentazione. Da una parte le proteste del sindaco e dei beneficiari, dall’altra la replica dell’Irfis che rivendica la correttezza delle procedure e annuncia assistenza sul territorio.

Dopo il botta e risposta, la situazione entra adesso in una fase operativa. Nelle ultime ore, infatti, i tecnici dell’istituto sono arrivati in città per verificare le criticità che hanno rallentato l’iter delle pratiche e individuare soluzioni per sbloccare le erogazioni.

“I tecnici dell’istituto stanno lavorando a eliminare qualsiasi disguido- spiega il primo cittadino - Nelle prossime ore vi renderemo conto dei risultati, ma come nostro costume stiamo sul pezzo e lavoriamo quotidianamente, minuto dopo minuto, per risolvere i problemi dei cittadini.”

Al momento, su 59 domande presentate, 18 sono già state liquidate, mentre 39 restano in fase di istruttoria. Proprio su queste si concentra l’attenzione, per comprendere quali elementi abbiano determinato rallentamenti o blocchi nelle procedure.

Si tratta di richieste che arrivano da diversi settori: attività di ristorazione, servizi estetici e altre realtà produttive che hanno subito pesanti conseguenze durante il periodo di chiusura.

“Stiamo lavorando su queste per capire cosa ha rallentato – aggiunge Conti - ma oggi ripartiranno perché è fondamentale dare risposte puntuali a chi ha perso il lavoro e attende il ristoro e la ripartenza”.

L’obiettivo, adesso, è accelerare le verifiche e garantire tempi certi. Dopo giorni di tensione, la priorità resta una: trasformare le procedure in risposte concrete per un territorio che prova a ripartire.

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