Rifiuti e corruzione, i servizi aggiuntivi e il Pef senza due milioni e mezzo: "Acquisire relazioni e note"
La procura ha richiesto al collegio di autorizzare verifiche sui rapporti economici e patrimoniali tra Tekra e la società Aurora srl, nella quale, per gli inquirenti, venne assunto un familiare dell'ex dirigente Zanone
Gela. L'inchiesta fu vasta, tutta concentrata su presunti accordi corruttivi per l'affidamento del servizio rifiuti, in città, alla società campana Tekra, che lo mantenne per quasi un decennio, sempre in proroga. L'istruttoria dibattimentale, come abbiamo riferito negli scorsi mesi, si avvia alla conclusione ma la procura, con il pm Luigi Lo Valvo, ha avanzato nuove richieste e il collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Francesca Pulvirenti, deciderà a marzo, quando sarà sciolta la riserva. Il pm ha soprattutto insistito per portare a testimoniare l'ingegnere Giacomo Conte, che lavorò per Tekra. Inoltre, ancora una volta, l'attenzione della procura si è concentrata sui servizi aggiuntivi, che si ritiene possano aver contribuito alla presunta ipotesi corruttiva. Il magistrato ha richiamato l'esigenza di acquisire una relazione interna, proprio sui servizi aggiuntivi e sui relativi costi, che venne redatta da un gruppo di lavoro a Palazzo di Città. Inoltre, è sua intenzione sentire almeno due funzionari, all'epoca dei fatti in servizio al settore comunale ambiente. Ha citato note trasmesse dall'allora segretario generale Salvatore Pignatello, che ponevano la necessità di chiarimenti, agli uffici del municipio, sul mancato inserimento, nel Pef 2014, di circa due milioni e mezzo di euro. La procura, infine, ha richiesto al collegio di autorizzare verifiche sui rapporti economici e patrimoniali tra Tekra e la società Aurora srl, nella quale, per gli inquirenti, venne assunto un familiare dell'ex dirigente Zanone. Tutti aspetti che secondo le difese, con i legali Flavio Sinatra, Rocco La Placa, Sinuhe Curcuraci, Salvatore Morreale, Franca Gennuso, Venere Salafia e Giuseppe D’Alessandro, sono già stati analizzati e trattati durante la lunga istruttoria. Dal processo, sono usciti, negli scorsi anni, sia l'ex commissario dell'Ato Cl2 Giuseppe Panebianco sia l'ex sindaco Angelo Fasulo. Per loro, maturò la prescrizione rispetto ai capi di accusa che venivano mossi. Le prime attività investigative partirono sulla scorta di denunce e segnalazioni, formalizzate da un imprenditore del settore, Giuseppe Romano. Sono imputati, l'altro ex sindaco Domenico Messinese, gli imprenditori di Tekra Alessio Balestrieri, Antonio Balestrieri e Maria Cerasuolo, un referente aziendale Andrea Dal Canton, l’allora dirigente comunale Patrizia Zanone, l’ex direttore per l’esecuzione del contratto Valter Cosentino e la dirigente Concetta Meli, che fu in servizio all’Ato rifiuti. Il Comune è parte civile, con l'avvocato Francesco Salsetta.
10.9°