Regionali 2027: tutti in pista, anche chi non lo dice

Tra conferme, ambizioni e qualche equilibrismo, si scaldano i motori in vista delle Regionali 2027

11 aprile 2026 13:05
Regionali 2027: tutti in pista, anche chi non lo dice -
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Gela. Archiviata la pausa pasquale, più che la primavera sembra essere iniziata la stagione elettorale. Anche se il calendario dice 2026, la politica locale ha già lo sguardo fisso al 2027, quando si tornerà alle urne per le Regionali.

E allora, via alle grandi manovre. O meglio, alle mezze manovre: perché i candidati ci sono, ma per ora si muovono in ordine sparso e con il freno a mano tirato.

Le certezze, poche ma solide, partono dagli uscenti. Salvatore Scuvera, per Fratelli d’Italia, e Nuccio Di Paola, per il Movimento 5 Stelle, sono pronti a giocarsi la riconferma all’Ars. Ma se per Scuvera si tratta di un ritorno lineare, per Di Paola il discorso è un po’ più articolato.

Il coordinatore regionale dei Cinque Stelle, appena riconfermato, è infatti uno dei nomi in corsa per la presidenza della Regione. Tradotto: potrebbe essere lui il candidato del cosiddetto “campo largo” per il dopo Schifani. Sempre che il campo, oltre a essere largo, riesca anche a essere d’accordo.

Perché a sinistra, come da tradizione, i candidati spuntano prima ancora dell’accordo. C’è Ismaele La Vardera con il suo Controcorrente, pronto a correre. Ma attenzione: dentro lo stesso Movimento 5 Stelle prende quota anche il nome dell’eurodeputato Giuseppe Antoci. Una candidatura che, curiosamente, potrebbe piacere anche allo stesso La Vardera. Insomma,qualcuno potrebbe fare un passo indietro, ma solo se conviene.

E se Di Paola dovesse restare fuori dalla corsa alla presidenza? Nessun problema: candidatura all’Ars in più collegi già pronta, con paracadute aperto anche verso le Politiche. Insomma, comunque vada, si cade in piedi.

Nel caso opposto, cioè Di Paola candidato governatore, i Cinque Stelle potrebbero puntare su un nome gelese, probabilmente al femminile. Per ora, però, il mistero resta.

Nel campo progressista, invece, Miguel Donegani sembra già in rampa di lancio con Controcorrente. Nel Partito Democratico, invece, ancora nessuna certezza per le Regionale, mentre l’assessore alla cultura Peppe Di Cristina valuta un’altra strada: quella delle Politiche.

Nel listino del presidente spunta poi l’ipotesi di un civico gelese: il nome che circola è quello di Davide Sincero. Nome che, almeno per ora, sembra più una suggestione che una certezza.

Sul fronte opposto, Cateno De Luca potrebbe puntare su Filippo Franzone per rilanciare Sud Chiama Nord in città, dopo risultati tutt’altro che memorabili alle ultime Regionali. Nella Lega, invece, si fa largo la consigliera comunale Antonella Di Benedetto, fresca di approdo nel Carroccio.

In Forza Italia invece sembra già essersi esaurita sul nascere la spinta per la candidatura dell’ex sindaco Lucio Greco. Troppo complicato al momento mettere d’accordo le diverse anime azzurre, reduci dalla botta del post Mancuso.

E poi c’è l’Mpa, che gioca su due tavoli, come spesso accade in politica. Da un lato le Regionali, dall’altro un possibile ingresso immediato nel governo Schifani. Protagonista, l’assessore ai servizi sociali Valeria Caci, pronta al salto verso Palermo, come confermato dalla diretta interessata nella scorsa puntata de “Il Rompiscatole”.

Un’operazione che, se dovesse concretizzarsi, aprirebbe scenari piuttosto interessanti. Perché l’Mpa è alleato in giunta a Gela con forze – come Pd e Movimento 5 Stelle – che a Palermo stanno all’opposizione proprio di quel governo Schifani che potrebbe accogliere la Caci.

Un piccolo capolavoro di equilibrismo politico: maggioranza qui, opposizione là, governo altrove. Il tutto mentre si discute già di candidature future.

E in città? Se la Caci dovesse partire, si aprirebbe il solito valzer delle sostituzioni: tra ipotesi di staffette, nomi tecnici e fedelissimi pronti a subentrare. Con una certezza: in politica nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ricolloca.

In attesa delle ufficializzazioni, una cosa è già chiara: la campagna elettorale è iniziata. Anche se, ufficialmente, non lo è ancora. E come sempre, la partita vera si giocherà più nei retroscena che nei comizi.

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