Raddoppio consortile fermo da anni, Regione cerca di correre ai ripari: interpello per direttore lavori

Per il raddoppio del sistema di depurazione consortile i tempi si sono allungati a dismisura. Dopo molteplici solleciti, il dipartimento acqua e rifiuti, che fa riferimento all'assessorato all'energia, ha da poco pubblicato un interpello interno

03 settembre 2026 18:51
Raddoppio consortile fermo da anni, Regione cerca di correre ai ripari: interpello per direttore lavori - Il cantiere del sistema consortile
Il cantiere del sistema consortile
Condividi

Gela. Un cantiere fermo da tre anni, soprattutto per i costi lievitati rispetto agli importi iniziali. Per il raddoppio del sistema di depurazione consortile i tempi si sono allungati a dismisura. Come abbiamo più volte riportato, sono lavori fondamentali per chiudere il ciclo della depurazione locale ed evitare sversamenti in mare. Negli uffici regionali le difficoltà si sono fatte ancora più consistenti, data l'assenza della figura di un direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. Chi ricopriva l'incarico lo ha lasciato, in seguito al trasferimento in un altro dipartimento regionale. Dopo molteplici solleciti, il dipartimento acqua e rifiuti, che fa riferimento all'assessorato all'energia, ha da poco pubblicato un interpello interno. E' rivolto ai dipendenti regionali che abbiano i requisiti per ricoprire l'incarico di direttore dei lavori negli interventi di raddoppio del sistema consortile, con un costo totale superiore ai cinque milioni di euro. Stando ai dati forniti dagli uffici palermitani, almeno la restante metà del cantiere è da completare. Sia l'amministrazione comunale sia il senatore Pietro Lorefice, a più riprese, hanno richiesto aggiornamenti su un iter totalmente fermo. Gli importi maggiorati verranno coperti con fondi stanziati nella legge di stabilità varata lo scorso anno. Però, senza un direttore dei lavori non si può mettere mano agli interventi ancora da completare. Il sistema consortile, negli anni affidato alla gestione di Eni, va necessariamente potenziato per impedire ulteriori ripercussioni ambientali nel ciclo della depurazione locale. A maggior ragione, c'è la necessità di dare un segnale dopo che i lavori per il potenziamento del depuratore di Macchitella sono stati ultimati, coordinati dal commissario nazionale. Rimangono invece in capo alla Regione gli interventi nell'area Eni. Bisognerà capire se l'interpello interno darà esito.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela