Gli ordigni, la droga e le armi, Nicosia dal gip dopo l'arresto: atti trasmessi alla Dda
Gli inquirenti seguono le possibili tracce di interessi dei clan
Gela. Ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee il quarantatreenne Badassare Nicosia, negli scorsi giorni arrestato dai poliziotti del commissariato e da quelli della squadra mobile di Caltanissetta. Dichiarazioni volte a precisare la sua posizione, davanti al gip del tribunale di Gela, assistito dall'avvocato Cristina Alfieri. E' accusato di aver avuto la disponibilità di tredici ordigni esplosivi, nascosti in un immobile a poca distanza dal centro storico cittadino. Inoltre, durante le perquisizioni, gli investigatori hanno trovato cocaina, tutto il materiale necessario per il confezionamento e in un forno per la panificazione una pistola con matricola abrasa e una quarantina di cartucce. Nicosia, detenuto per questi fatti, si è presentato dal gip del tribunale locale, visto che il fermo è avvenuto in città. Il quarantatreenne, con diversi precedenti penali alle spalle, si era dato alla fuga per poi essere arrestato dai poliziotti. Era attualmente affidato in prova ai servizi sociali. Innanzi al gip si è svolta l'udienza di convalida. Gli atti sono stati trasmessi alla Dda di Caltanissetta, anche in seguito alla contestazione del metodo mafioso. Gli inquirenti seguono le possibili tracce di interessi dei clan. Il gip gelese ha dichiarato la sua incompetenza funzionale in favore di quello nisseno.
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