Protesta tir, in città presidi ancora attivi: sindaco guarda a Eni per piano agricoltura
Presidi ancora attivi in città. Possibili proposte da avanzare a Eni sul fronte del comparto agricolo locale
Gela. Sono ore concitate sul fronte della protesta contro il caro carburante e il caro vita. Nella notte, gli autotrasportatori di varie sigle, sull'isola, hanno annunciato la revoca del fermo a oltranza, in seguito a interlocuzioni con il governo nazionale. Tir e mezzi pesanti dovrebbero riprendere consegne e viaggi per le forniture, in primis di generi di prima necessità che scarseggiano ovunque. In città, però, i presidi rimangono attivi, a iniziare da quello lungo la strada statale 117 bis. Gli autotrasportari, infatti, credono poco agli annunci e attendono "fatti concreti". Più in generale, la condizione nella quale versano questo settore e quello agricolo sono oggetto di valutazioni da parte delle istituzioni locali. Il sindaco Terenziano Di Stefano, come abbiamo riferito martedì, ha chiesto, nel corso del consiglio comunale monotematico tenutosi al presidio all'ingresso della città, che ci sia un'attenzione ancora maggiore e un tavolo istituzionale al sud che affronti i nodi più difficili. Lo stesso primo cittadino, circa il comparto agricolo, è convinto che anche Eni possa fare la propria parte. Non esclude, a breve, un incontro con i riferimenti locali della multinazionale per mettere sul tavolo un piano che dia sbocco alla produzione agricola per alimentare il ciclo della bioraffineria, rispetto soprattutto alla produzione dei biocarburanti. Allo stesso tempo, tiene aperto il canale delle royalties versate annualmente da Eni per le attività sul territorio. "Una quota potrebbe essere destinata a un contributo per i produttori del territorio", sottolinea. Sono tutti aspetti da valutare nel dialogo con l'azienda e con le stesse categorie che da settimane hanno avviato una mobilitazione su vasta scala.
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