Pronto soccorso frontiera dell'emergenza, pazienti costretti a lunghe attese e reparti spesso in difficoltà

Anche nelle ultime ore, l'afflusso costante di pazienti, al pronto soccorso, viene affrontato con un numero di medici e operatori sottodimensionato

A cura di Redazione Redazione
06 agosto 2026 16:44
Pronto soccorso frontiera dell'emergenza, pazienti costretti a lunghe attese e reparti spesso in difficoltà -
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Gela. Il pronto soccorso dell'ospedale “Vittorio Emanuele” va avanti con turni che vengono effettuati anche da primari di altri reparti, che arrivano a supporto del poco personale che opera nella struttura gelese. La protesta dell'amministrazione comunale, giunta all'ottavo giorno davanti al nosocomio, va avanti ma in ospedale l'emergenza è costante. Anche nelle ultime ore, l'afflusso costante di pazienti, al pronto soccorso, viene affrontato con un numero di medici e operatori sottodimensionato. “Nelle ore notturne c'è un solo medico e nelle altre fasce della giornata si va avanti con due medici, al massimo”, fanno sapere dal nosocomio. Una situazione che è stata verificata personalmente dal sindaco Terenziano Di Stefano, che ha effettuato una verifica personalmente, proprio nell'ambito della mobilitazione lanciata. Attualmente, si arriva ad avere oltre venti pazienti in osservazione breve, al pronto soccorso, senza la possibilità immediata di trasferirli nei reparti, “dove purtroppo manca personale a sufficienza”. Qualche primario di altri reparti sta dando un sostegno a quello del pronto soccorso proprio per i turni. Oltre alle tante osservazioni brevi, ci sono poi i pazienti in attesa al pronto soccorso e i codici rossi che hanno precedenza. L'assessorato regionale della salute, attraverso l'assessore Marcello Caruso, ha fatto sapere che “per il pronto soccorso di Gela è in itinere il concorso per l'assunzione di nuovi medici e, parallelamente, sono state avviate interlocuzioni con altre aziende sanitarie per ottenere, in regime di convenzione, la disponibilità di medici che coprano i turni per un periodo transitorio. E' valutata anche la possibilità di attingere alla graduatoria dell'ospedale “Garibaldi” di Catania”. Al “Vittorio Emanuele” di Gela, per quanto concerne il pronto soccorso, su una pianta organica di sedici medici, meno della metà è garantita e l'emergenza viene denunciata pubblicamente dall'amministrazione comunale, con il presidio allestito. Sulla base dei numeri attuali di pazienti, il pronto soccorso arriva ad avere un numero di pazienti ricoverati maggiore di quello dei reparti che “per carenza di organico e di posti letto non possono accogliere tutta l'utenza”, indicano alcuni operatori ospedalieri. L'amministrazione comunale in otto giorni ha raccolto quasi tremila firme di cittadini che si recano al presidio per firmare e richiedere un potenziamento del nosocomio e la possibilità che vada avanti l'iter per il nuovo ospedale. “Serve inoltre che le graduatorie dei concorsi vengano fatte scorrere per arrivare all'assunzione di medici al pronto soccorso e nei reparti”, spiegano il sindaco e i suoi assessori. Il management dell'Asp di Caltanissetta, proprio a seguito della protesta avviata dall'amministrazione comunale, ha fatto sapere che “l'azione di rilancio della sanità locale è già in atto per un concreto e costante processo di riorganizzazione e potenziamento dopo anni di forte criticità”.

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