Progetto non è a rischio, confronto Di Stefano-Di Paola: avanti su più fronti
Pare che entrambi abbiano ribadito la volontà di rafforzare il progetto attuale, base del “modello Gela”, senza mettere in discussione i presupposti del 2024 e anzi cercando di mantenere la coesione piena
Gela. Commenti ufficiali, al momento, non ce ne sono. Il sindaco Terenziano Di Stefano e il parlamentare Ars Nuccio Di Paola, riferimento regionale M5s e vicepresidente Ars, come avevamo riferito negli scorsi giorni, hanno approfittato di questo fine settimana per fare il punto, politico e amministrativo. Da qualche tempo, causa impegni istituzionali reciproci, entrambi attendevano di potersi mettere al tavolo, faccia a faccia. Due anni fa, Di Stefano, espressione civica fuori dai partiti, ottenne l'endorsement decisivo proprio da Di Paola, al termine di un'agorà che il parlamentare regionale alimentò insieme alle forze progressiste e centriste. Fu l'attuale primo cittadino a uscire da quella esperienza con la candidatura che poi portò al successo dopo il ballottaggio. Tra il capo dell'amministrazione e il vicepresidente Ars, in questo biennio di governo locale, non ci sono mai state flessioni palesi ma hanno comunque ritenuto necessaria una verifica, in una fase regionale e cittadina non certamente da trascurare. Pare che entrambi abbiano ribadito la volontà di rafforzare il progetto attuale, base del “modello Gela”, senza mettere in discussione i presupposti del 2024 e anzi cercando di mantenere la coesione piena. Di Paola non ha mai avuto dubbi sul fatto che i civici debbano stare nell'alternativa al centrodestra regionale del presidente Renato Schifani e ha aperto il tavolo proprio a chi sta fuori dai partiti. Di Stefano, in questo scenario, insieme al gruppo civico ora sul territorio con “Spazio civico”, è ritenuto un punto di attrazione per chi non è collocato sotto bandiere ufficiali. Il sindaco e il coordinatore regionale M5s, al termine dell'incontro, piuttosto riservato, sembra abbiano chiarito aspetti sia locali che regionali, proprio per evitare fraintendimenti in un percorso che Di Paola, in città, vuole portare avanti nel contesto dei dieci anni. Le regionali del 2027 diranno molto sulla tenuta di un fronte, nel quale il sindaco si sta man mano collocando, come ha dimostrato l'appoggio al no alla riforma della giustizia e come ribadito da posizioni spesso molto critiche verso il governo regionale, ritenuto parecchio “distratto” rispetto alle sorti della città: non a caso su sanità e musei, solo per citare alcuni punti, è sovente molto chiaro chiamando alle proprie responsabilità proprio la Regione. Civici e pentastellati, attraverso Di Stefano e Di Paola, sembrano destinati a un percorso comune, ancora una volta non messo in discussione, in attesa delle prossime tappe.
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