Processo Montante, prescrizione Turco: difesa, "non escludiamo l'appello, estraneo a tutte le contestazioni"
Venne coinvolto nell'inchiesta Montante
Gela. La sua posizione, rispetto all'unico reato che gli veniva contestato, quello di tipo associativo, è andata incontro alla prescrizione, al pari di quelle di altri imputati in uno dei filoni processuali scaturito dall'inchiesta sull'ex presidente confindustriale Antonello Montante. Per l'imprenditore gelese Carmelo Turco, però, la difesa, con il legale Giacomo Ventura, non esclude l'impugnazione in appello, davanti alla corte di Caltanissetta. “Turco è del tutto estraneo alla contestazione di aver versato circa duecentomila euro in euro a Crocetta – spiega Ventura – lo abbiamo dimostrato. Non avrebbe avuto motivo di versare somme in nero per avere agevolazioni, dato che era alla guida di un'azienda, per decenni presente nel sito industriale Eni. Non è assolutamente vero che abbia ottenuto delle refluenze favorevoli. La sua azione era anche istituzionale, ricomprendo ruoli di vertice nella struttura confindustriale. Anzi, non appena si diffuse la notizia dell'iscrizione del suo nome nel registro degli indagati, per questi fatti, dovette subire la revoca di tutti gli appalti che aveva con Eni ed è stato letteralmente travolto, con danni economici enormi”. Ventura sottolinea inoltre che “il reato associativo è già stato escluso in Cassazione in un altro filone processuale scaturito dall'inchiesta e nel quale non è coinvolto Turco”. “Sono tutte ragioni – conclude l'avvocato – che potrebbero indurci a un ricorso in appello per arrivare a un'assoluzione nel merito”. Con la prescrizione, Turco esce dal procedimento in corso davanti ai giudici del tribunale di Caltanissetta.
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