Processo Luca, giudizio d'appello va avanti: no all'inammissibilità eccepita dalle difese
Per i giudici nisseni, ci sono i margini, anche formali, per andare avanti
Gela. Il giudizio d'appello, scaturito dal ricorso avanzato dai pm contro le assoluzioni degli imprenditori Luca, dei loro familiari e del dirigente di polizia Giovanni Giudice, andrà avanti. Oggi, infatti, i magistrati della Corte d'appello di Caltanissetta non hanno accolto l'eccezione di inammissibilità avanzata dalle difese degli imputati, che contestavano la modalità del ricorso proposto dall'accusa e sostenuto dalla procura generale. Per i giudici nisseni, ci sono i margini, anche formali, per andare avanti. Hanno deciso dopo aver valutato documentazione che avevano richiesto. A novembre, saranno avanzate le possibili richieste istruttorie delle parti. In primo grado, il collegio penale del tribunale di Gela, al termine di un lungo dibattimento, dispose l'assoluzione per gli imprenditori Salvatore Luca, Rocco Luca e Francesco Luca e per i loro familiari, Francesco Gallo, Concetta Lo Nigro, Emanuela Lo Nigro e Maria Assunta Luca. Secondo le contestazioni mosse dalla Dda di Caltanissetta, i Luca avrebbero avuto legami, anche economici, con i clan locali e catanesi. Una ricostruzione respinta su ogni fronte dagli imputati e dai loro difensori e in dibattimento messa in dubbio pure dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Gli stessi imprenditori hanno sempre spiegato di aver costruito i loro risultati, soprattutto nel settore della vendita di auto, attraverso il lavoro svolto negli anni. Si dissero vittime dei clan e di pretese estorsive e non solo. La Dda, in primo grado, concluse per le condanne ma il collegio penale gelese emise assoluzioni con la formula “perché il fatto non sussiste”. Assoluzione anche per il dirigente di polizia Giudice, accusato di favoreggiamento. Il poliziotto, che per anni svolse servizio a Gela e Caltanissetta, rinunciò alla prescrizione, attraverso il proprio difensore, l'avvocato Giacomo Ventura, pur di essere giudicato nel merito, dicendosi estraneo agli addebiti d'accusa che gli vengono associati. La difesa ha più volte ricordato la mole di attività antimafia svolta dal dirigente di polizia durante il servizio in commissariato, a Gela, e alla squadra mobile di Caltanissetta. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Antonio Gagliano, Filippo Spina, Carlo Taormina, Alessandro Diddi, Carmelo Peluso, Fabio Fargetta, Michele Ambra e Luigi Latino.
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