Primi ristori a Niscemi, in pagamento 79 contributi per le famiglie

Il Comune ha infatti disposto il pagamento di 79 istanze di contributo autonomo di sistemazione. Mercoledì è atteso il decreto del Governo che dovrebbe stanziare 150 milioni di euro per far fronte all’emergenza.

20 febbraio 2026 12:51
Primi ristori a Niscemi, in pagamento 79 contributi per le famiglie - Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti
Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti
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Niscemi. L’emergenza frana continua a segnare profondamente la vita della comunità di Niscemi, ma arrivano finalmente i primi ristori per le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni. Il Comune ha infatti disposto il pagamento di 79 istanze di contributo autonomo di sistemazione, offrendo un primo sostegno concreto a chi, da settimane, vive lontano dalla propria casa.

“Abbiamo già fatto il mandato di pagamento per 79 istanze di contributo autonomo di sistemazione per dare i primissimi aiuti disposti con ordinanza- ha spiegato il sindaco Conti- Un risultato raggiunto in circa un mese, grazie al lavoro degli uffici comunali e alla collaborazione con i dipartimenti nazionali e regionali, che hanno consentito di accelerare le procedure in una fase particolarmente delicata.”

Si tratta di un primo passo, necessario per garantire un supporto immediato alle famiglie che si trovano in una situazione di forte disagio abitativo. La priorità, è stato ribadito, resta la ricomposizione dei nuclei familiari e la tutela delle persone più fragili.Sul fronte nazionale, l’attenzione resta alta. Mercoledì è atteso il decreto del Governo che dovrebbe stanziare 150 milioni di euro per far fronte all’emergenza. Un segnale definito «importante» dall’amministrazione locale, anche alla luce della visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto constatare di persona la gravità della situazione e ha annunciato lo stanziamento delle risorse per la frana di Niscemi.

Ora si attende di leggere nel dettaglio il decreto legge e di incontrare il commissario incaricato per definire il progetto di intervento. Tra le priorità già indicate c’è quella della demolizione degli immobili che verranno dichiarati inagibili, una volta completate le verifiche tecniche e ridefinita ufficialmente la zona rossa.

Proprio la ridefinizione dell’area interdetta resta uno dei nodi cruciali. «Si tratta di una questione tecnica sulla quale non posso pronunciarmi», è stato precisato. «Appena riceveremo la relazione la valuteremo e la condivideremo con i cittadini per comprendere i prossimi passi».

Nel frattempo, la città prova a guardare avanti con cauta speranza. I primi contributi rappresentano un segnale di vicinanza istituzionale e un aiuto concreto per chi ha perso, dall’oggi al domani, la serenità della propria quotidianità. L’obiettivo adesso è trasformare l’emergenza in un percorso di ricostruzione sicuro, trasparente e condiviso, restituendo stabilità alle famiglie e futuro al territorio.

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