Potenziamento ospedale, su ordinanza sindaco Tar va nel merito
Per i giudici rimane il "fumus boni iuris, da approfondire in sede di merito, in ordine alla dedotta incompetenza del sindaco" ma niente sospensiva
Gela. Sarà discussa nel merito, ad aprile del prossimo anno, la vicenda, finita in sede amministrativa, legata all'ordinanza che, al culmine della vertenza sanità avviata dall'amministrazione comunale, è stata emessa dal sindaco Terenziano Di Stefano per il potenziamento immediato del pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele e degli altri reparti che registrano il sottodimensionato del personale medico. I giudici del Tar Palermo, ai quali si sono rivolti i manager Asp, che hanno contestato l'ordinanza, non hanno disposto la sospensiva richiesta proprio dall'Azienda sanitaria provinciale ma al contempo individuano, allo stato, il "fumus boni iuris, da approfondire in sede di merito, in ordine alla dedotta incompetenza del sindaco del Comune di Gela e alla conseguente alterazione della programmazione provinciale della ricorrente Asp", così riporta l'ordinanza emessa dal Tar. Come sottolineato dal legale che rappresenta l'ente comunale, l'avvocato Gianfranco Fidone, anche i giudici hanno rilevato lo "spirare del termine di espressa efficacia delle misure previste nell’ordinanza". Nelle scorse settimane, c'era stata una prima pronuncia dei giudici palermitani, in assenza di costituzione del Comune, che in quella fase ha stoppato gli effetti dell'ordinanza. Adesso, come deciso dall'amministrazione comunale, c'è stata la costituzione avverso le richieste di Asp, in giudizio con il legale Massimiliano Mangano.
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