Porto, silenzio Autorità: Di Stefano, "chiesto nuovo incontro, senza risposte restituiscano 4 milioni"
Il porto rimane off limits, con tutto ciò che questo comporta, ovvero una marineria cancellata del tutto e un'infrastruttura al centro del Mediterraneo ma completamente isolata e fuori da ogni rotta, commerciale e non solo
Gela. Il porto rifugio, che con l'avvio della piena gestione da parte dell'Autorità della Sicilia occidentale sarebbe dovuto andare incontro almeno ai primi lavori, rimane insabbiato e senza interventi. Nelle ultime settimane, sono stati autorizzati ulteriori campionamenti delle sabbie, che si ripetono ormai da anni, proprio perché il sito rientra in area Sin. Dall'Autorità, nonostante la risposta che il ministro Matteo Salvini ha rilasciato all'interrogazione dei senatori M5s, con in testa i parlamentari Pietro Lorefice e Ketty Damante, non sono ancora giunti riscontri alla richiesta di incontro inoltrata, lo scorso febbraio, dal sindaco Terenziano Di Stefano e dal tavolo permanente insediato in municipio. In giornata, il primo cittadino ha nuovamente scritto all'Autorità, alla cui guida c'è il presidente Annalisa Tardino, ex europarlamentare della Lega. “Io spero che almeno questa volta ci sia una risposta alla nostra richiesta – dice Di Stefano – in caso contrario, sono pronto a chiedere di annullare il protocollo per i lavori, con la restituzione al nostro Comune dei quattro milioni di euro delle compensazioni, che sono soldi che spettano alla città. Non è ammissibile che non ci siano risposte dopo mesi”. La gestione dell'Autorità portuale, che iniziò quattro anni fa, a oggi ha comportato solo interventi di manutenzione e il ripristino di una delle aree esterne. Per il resto, il porto rimane off limits, con tutto ciò che questo comporta, ovvero una marineria cancellata del tutto e un'infrastruttura al centro del Mediterraneo ma completamente isolata e fuori da ogni rotta, commerciale e non solo. “Basterebbe iniziare con i lavori per il pennello intercettore – aggiunge il sindaco – i quattro milioni sono sufficienti a coprire quell'intervento. Contemporaneamente, un secondo appalto servirà per il dragaggio. Ma prima bisogna procedere con il pennello intercettore altrimenti sarà tutto inutile. Evidentemente, l'Autorità pone attenzione su altri porti e non sul nostro. A questo punto, se dovesse permanere questa inerzia, scriverò alla Regione e a Eni per revocare il protocollo e riavere i quattro milioni di euro”.
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