Porto insabbiato, contatti tra il sindaco e l'Autorità: incontro per una verifica attesa da mesi
Il presidente Tardino ha condotto un sopralluogo nelle strutture produttive di "Argo-Cassiopea", i campi gas a mare di Eni, ribadendo che i porti di Gela e Licata sono da ritenersi strategici come hub logistici. Prima di tutto, il porto locale va dragato
Gela. Il silenzio istituzionale che va avanti da mesi, prevalendo quasi del tutto nell'infinita scia burocratica che contorna i lavori, mai partiti, del porto rifugio, la prossima settimana dovrebbe smorzarsi. Dopo il tentativo per una richiesta di incontro, avanzato dal sindaco Terenziano Di Stefano, c'è stata una risposta dall'Autorità della Sicilia occidentale, che gestisce i siti portuali della città. Il primo cittadino e il presidente dell'Autorità, Annalisa Tardino, salvo nuovi "inconvenienti", si incontreranno proprio la prossima settimana. Da tempo, le richieste per un tavolo tecnico, partite dagli uffici comunali, non sortivano alcuna risposta. Dopo un veemente botta e risposta, fatto di reciproche note, tra il sindaco e il presidente il clima non è stato dei migliori. Tardino non ha partecipato neppure alla seduta monotematica del consiglio comunale, svoltasi per fare il punto sul capitolo del porto insabbiato. Il comitato pro-porto, più volte, ha tentato di alzare il volume pubblico su una querelle infinita, sostenendo la linea della revoca dell'accordo che stanzia quattro milioni di euro delle compensazioni per gli interventi. Dovrà essere l'Autorità a fornire eventuali particolari tecnici, concernenti in primis l'iter per i lavori di dragaggio e le attività lungo il braccio di ponente. La scorsa settimana, il presidente Tardino ha condotto un sopralluogo nelle strutture produttive di "Argo-Cassiopea", i campi gas a mare di Eni, confermando che i porti di Gela e Licata sono da ritenersi strategici come hub logistici. Prima di tutto, il porto locale va dragato e reso finalmente fruibile.
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