Gela celebra la Madonna d’Alemanna, una devozione che rinasce nel tempo

Oggi quella devozione continua a vivere attraverso i fedeli, i volontari e i tanti benefattori che sostengono gratuitamente il Santuario

07 settembre 2026 18:02
Gela celebra la Madonna d’Alemanna, una devozione che rinasce nel tempo -
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Gela. L’8 settembre, Gela celebra la sua Patrona, Maria Santissima d’Alemanna, in una giornata che rinnova un legame profondo tra fede, storia e identità cittadina.

Al centro della devozione c’è il Santuario del villaggio Aldisio, luogo simbolo della tradizione mariana gelese. La storia dell’icona affonda le proprie radici nei secoli: secondo la tradizione, i Cavalieri Teutonici custodirono e nascosero l’immagine sacra per proteggerla dalle persecuzioni iconoclaste. Nel 1476 il ritrovamento dell’icona bizantina da parte di un contadino segnò una nuova stagione di devozione. Da allora, per i gelesi, è semplicemente “a beddra Matri”, invocata anche come “a saccareddra”.

Come ricordava lo storico Antonino Morreale nel 1985, il Santuario rappresenta un patrimonio di memorie, tradizioni religiose e cultura, divenuto nel tempo una presenza materna nel cuore della città.

Oggi quella devozione continua a vivere attraverso i fedeli, i volontari e i tanti benefattori che sostengono gratuitamente il Santuario. Una partecipazione che testimonia quanto il legame con la Patrona sia ancora forte e che alimenta la speranza di riportare l’icona nella sua sede naturale.

«La devozione rinasce ogni anno, con la certezza che l’opera iniziata da Maria Santissima d’Alemanna arriverà a compimento», sottolinea Antonino Giuseppe Cocchiaro, storico componente del Comitato.

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